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Dialoghi al presente

la guerra sotto l’albero

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la guerra sotto l’albero

Mi raccomando, figliolo. Se un giorno decidi di fare una guerra, ricordati di non sparare i missili oltre i confini dei paesi a te vicini, se no rischi di ammazzare le persone sbagliate – dice il babbo.
Sì, papà – dice il figlio.
Certo, durante una guerra si possono commettere degli errori, ma non così grandi, se no poi lo vengono a sapere tutti.
Sì, papà. Però, come fai a tenere nascosta una guerra?
No, non devi tenere nascosta la guerra. Un po’ la devi far vedere, almeno nei primi tre – quattro mesi, poi la gente si stanca. I giornali e le televisioni trovano altro di cui parlare, sai, persino di fronte a una guerra a un certo punto le cose da dire finiscono. Rimane qualche curioso in Internet, ma cosa vuoi, anche lì, è una questione anche di pubblicità e di likes.
Sì, papà. Però non ho ancora capito una cosa.
Dimmi figliolo.
Se la guerra fondamentalmente porta solo all’autodistruzione, perché i soldati ci vanno? Mettiamo che tu abbia dato l’ordine di iniziare la guerra, e tutti i soldati si rifiutassero di cominciarla e tornassero a casa. In fondo tu sei uno e loro sono migliaia. Perché non lo fanno?
Ah… semplicemente perché pensano che duri poco. Devi farti furbo, figliolo. Prima di iniziare la guerra devi mettere in giro la voce che durerà al massimo un mese o due. Così tutti si rilassano e partono per il fronte più sereni. E se vedi che non finisce secondo il termine prefissato, allunga di un po’, ogni mese… non so, comincia a dire per esempio che la guerra finirà in primavera, così tutti tengono duro per un po’, e cominciano a pensare che poi in estate finalmente potranno spassarsela.
Sì, papà. Quindi la guerra finirà presto, giusto?
Bah. In realtà non dipende veramente da noi. Sì, d’accordo, c’è una questione economica. E poi l’orgoglio, il potere, anche una forma di cattiveria, però… cosa vuoi… quella volta gli esseri umani si sono inventati i confini, e purtroppo han creato il precedente. Questa continua smania di possedere per forza qualcosa, persino un territorio. Mah.
E la minaccia nucleare?
Minaccia? La gente si spaventa facilmente, figliolo. A volte mi sorprende che a qualcuno possa venire in mente veramente questa cosa, cosa rimarrebbe di noi dopo una simile catastrofe?
L’inizio di una guerra, papà, è già una catastrofe.
Sì, ma piccolina. Se stai dentro i confini, mi raccomando, ricordatelo eh. Dentro i confini. Gli altri paesi devono continuare a fare più o meno la vita di prima. Qualcuno si arricchirà un po’, molti si impoveriranno, però si andrà ancora a mangiare la pizza, si uscirà il sabato sera, si andrà a un concerto, a fare una passeggiata, si manderanno i razzi sulla Luna… non è che il mondo si ferma perché c’è una guerra, dai. Che gli frega al mondo!
Sì, papà. Quindi, cosa dici, posso smettere di avere paura?
Quanto tempo è passato…?
Quasi un anno, mi pare.
Ma sì, dai, tranquillo. Finirà presto. Adesso andiamo ad aprire i pacchetti sotto l’albero, noi che possiamo.
Buon Natale papà.
Buon Natale figliolo.

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