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Dialoghi al presente

c’è chi governa e chi sta a guardare. E noi?

Dialoghi al presente

c’è chi governa e chi sta a guardare. E noi?

Sono stato eletto per dare un contributo concreto a favore del mio paese – dice quello in piedi.
Io invece sono stato eletto per dare un contributo concreto a favore di me stesso e dei miei compari – dice quello seduto.
Che originalità, la tua!
Che ipocrisia, la tua!
Io sono per l’etica.
Io per il potere.
Non ne hai già abbastanza?
Non per fare e disfare tutto quello che vorrei. In fondo, se ci metto un pizzico anche di spirito vendicativo, posso rifarmi anche di quello che ho subito negli ultimi anni.
Ma perché non trovi pace, invece? Perché non fai un po’ di posto a chi potrebbe agire diversamente e magari dare un contributo migliore?
Per essere poi dimenticato? Non vedi? La gente mi adora.
Perché non sa chi sei veramente.
Lo sa, lo sa. Mi ha votato perché in me vede ciò che vorrebbe essere. Dico quello che loro non hanno il coraggio di dire, ma vorrebbero urlare. Faccio quello che loro non si permettono di fare, ma dentro dentro lo farebbero volentieri.
Ma se sono anni che non fai niente. Dici dici, ma poi…?
Io almeno dico, scrivo, appaio sui social, faccio video, mi do da fare perché almeno la mia immagine compaia e rassicuri. Tu neanche quello fai? Non ti invitano neanche in televisione.
Ci sono andato abbastanza. E come sai, ormai è diventato un boomerang.
Io sono stato eletto perché c’è molto da mettere in ordine.
E chi avrebbe messo in disordine?
Sono stato eletto per aiutare le famiglie, i cittadini onesti, i lavoratori…
Tu? Che non hai mai avuto una vera e propria famiglia… che sei stato più volte in tribunale… che non hai lavorato veramente un giorno della tua vita…
Ma che ne sai! La politica alla fine è una missione!
Nel tuo caso una missione impossibile.
Zitto ora. Sono stato eletto anche perché tocca a me adesso, io posso finalmente dire la mia, e nessuno potrà contraddire un ministro.
Perché se no cosa fai? Chiami tuo papà?
Sei ridicolo.
Ridicolo è chi ha avuto l’idea di votarti, dopo tutto quello che c’è stato.
Ne parleremo tra cinque anni.
Mi verrebbe da dirti che sei ottimista… forse sei stato eletto perché sei ottimista… il problema è che non basta l’ottimismo di uno quando tutti gli altri sono pessimisti…
La fiducia ce l’abbiamo.
La fiducia di pochi. Ricordati che sei stato eletto da una minoranza di cittadini, dato che la maggioranza non è neppure andata a votare.
Affari loro. Io ci tengo al mio paese.
E io tengo al nostro, di paese. Io ho imparato fin da piccolo a parlare al plurale.
Ed è per questo che se ci fossi tu al mio posto affonderemo tutti…
Ride bene chi ride ultimo.
Ecco, appunto. Ultimo come te. Io a ridere ho cominciato non appena ho visto i risultati elettorali. Ci sono cascati tutti un’altra volta. E forse sono stato eletto proprio perché sono bravo…
Bravo?
Bravo a nascondere le buche del passato e a scavarne di nuove.
Il terreno sotto i piedi comincia però a mancare…
Non ti preoccupare. Prima o poi troveremo anche il modo di farli cadere… nel vuoto.

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