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Dialoghi al presente

chi vota per la prima volta, chi per la penultima

Dialoghi al presente

chi vota per la prima volta, chi per la penultima

V

edi figliolo, un tempo andare a votare aveva un senso – dice il nonno ottantenne.

Cosa intendi dire, nonno? – dice il nipote diciottenne.

Intendo dire che le cose sono cambiate. Intanto è cambiata la politica, sempre che esista ancora…

Mi hai sempre detto che la politica riguarda ogni faccenda della vita.

Certo. Tempo fa questo rappresentava una certezza. Ma oggi … basta guardare i candidati. Fino a una trentina di anni fa chi si presentava alle elezioni aveva a cuore il proprio paese e i suoi cittadini. Chi più, chi meno, ma una coscienza politica c’era. Erano magari linee guida fornite dai partiti e da chi aveva più esperienza, ma come dire… si vedeva che c’era un sentiero che si voleva percorrere, se non altro nel proposito…

E oggi tutto questo non c’è più?

Ti ripeto, basta guardarli i nostri candidati. Prima ancora che inizi la campagna elettorale, loro sono già pronti, come è ormai abitudine, a giocarsi a morra i posti nei palazzi del potere… se io mi prendo questo, tu ti prenderai questo… 

Ma in fondo, se si fanno delle alleanze, questo distribuirsi le cariche è una cosa che viene spontanea da fare, giusto?

Come sempre gli italiani hanno poca memoria. Anche questa volta si sono create alleanze e unioni tra personaggi che fino ad un anno fa si insultavano pubblicamente. Basta leggere i giornali di allora. O andare, come dite voi, sui social. Ma gli italiani non lo fanno. A loro basta sentire che si parla di tasse, pensioni, lavoro per tutti… e la scuola? La sanità? Le famiglie? L’ambiente? Non ne sta parlando nessuno perché in realtà non hanno nulla da dire a riguardo… sono ancora peggio di trent’anni fa, ridicoli. 

Ma ci sarà qualcuno di buono in mezzo a tutti, no?

Capi di partito sotto processo o che comunque sono stati nominati più in tribunale che in Parlamento. Ex ministri che hanno portato l’Italia più volte sul baratro. Politici che non andrebbero d’accordo nemmeno con la propria ombra. Candidati arroganti, invidiosi, superficiali e banali, abituati a litigare in tv. Virologi giunti alla fama negli ultimi mesi…

E allora nonno, come faccio? Per la prima volta andrò a votare, ma non ho ancora capito come si fa e cosa accadrà…

Sarebbe bello se i politici parlassero ai giovani invece che ai pensionati, ma si sa, l’Italia è un paese di vecchi, un paese che ogni giorno conta i morti, non i nati. La verità? È che sono dimenticati dei cittadini, di noi. A questi qua non gliene frega niente dell’Italia, a loro interessa stare al di sopra, guardarci dall’alto e ogni tanto approvare un bonus, che risolvere i problemi è difficile… tu te li immagini, questi, risolvere i problemi? 

Allora, nonno, non andrai a votare?

Ci andrò, perché è un mio diritto e un mio dovere. Ma siccome si sono dimenticati di me come cittadino, al momento di votare chiuderò gli occhi e traccerò la “X”… dove capita capita: d’altronde loro sono anni che chiudono gli occhi davanti a noi cittadini, prenderò semplicemente esempio da loro.  

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