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Dialoghi al presente

Come nascono i bambini? In Italia chi lo sa?

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Come nascono i bambini? In Italia chi lo sa?

Nel 2021 in Italia sono nati meno di 400mila bambini. Un dato così negativo non si era mai registrato, se guardiamo gli ultimi 150 anni – dice la cicogna.
Meno fastidi per te e per me – dice il cavolo.
Ne riparliamo tra 20 anni, quando faranno fatica a riempire le scuole e a pagare le pensioni.
Per allora delle scuole non ci sarà più bisogno e cosa vuoi, per le pensioni, li costringeranno a lavorare fino a 80, così moriranno tutti sul lavoro.
Certo che in Italia ci provano gusto a darsi la zappa sul piede, anzi sullo stivale.
Non è difficile comprenderli, gli italiani. Come puoi pensare di mettere al mondo dei figli, oggi. Se vuoi ti do un po’ di motivi, così ti schiarisci le idee.
Sentiamo, tu che di cavolate te ne intendi.
Paura del futuro. Come si fa a pensare ad un figlio, se ti rendi conto che il futuro non ce l’hai neppure tu.
Chi te l’ha detto questo?
Basta leggere i giornali.
Ah beh sì, una delle cause principali dello stato d’essere attuale è proprio il mondo dell’informazione da cui gli italiani da decenni dipendono. Ti faccio un semplice esempio: perché i quotidiani non pubblicano, oltre al numero e alle casistiche varie dei morti, il numero dei nati ogni giorno in Italia?
Lo so che quando un giornalista scopre una bella notizia capisce che è ora di cambiare professione però non sarebbe un incentivo, questo?. “Guarda tesoro, in Italia nascono ancora i bambini! Non c’è solo il Covid!”.
Sì, vabbè. E il cambiamento climatico? Come fai a pensare di crescere un bambino nel mezzo di una catastrofe naturale?
Pensa che in passato qualcuno ha fatto nascere e crescere bambini durante la guerra, e molti di quei bambini sono ancora qui, pronti a raccontartelo. E poi dovrebbero proprio loro essere la prima fonte energetica degli esseri umani; la loro presenza nel mondo dovrebbe far muovere un po’ il culo ai grandi capi, affinché si diano una mossa a portare un vero cambiamento. Ma d’altronde preferiscono spendere miliardi in armamenti, mentre gli asili nido rimangono un lusso.
Ecco, lo hai detto tu stesso. Come puoi pensare ad avere un bambino in Italia, dove gli aiuti alle famiglie sono risicati se non prossimi allo zero per molte famiglie? Congedi parentali, assistenza psicologica, sostegno negli anni scolastici … i genitori sono lasciati a sé stessi, tanto che se non ci fossero i nonni, oggi i bambini sarebbero ancora meno …
Beh, in questo caso si dovrebbe ripartire dalla base. Cominciamo a fare una legge in cui si ristruttura il lavoro, in termini di orari, incentivi e produzione. Ma tu lo sai che più dell’80 per cento dei lavoratori italiani si dichiara insoddisfatto del proprio lavoro? Dati Censis, mica balle. E allora come puoi pensare che una persona che rinuncia alla propria felicità, possa pensare di donarla a qualcun altro? Se solo si rendessero conto di una semplice questione: se sono al mondo è perché due persone hanno scelto di donar loro la vita, insieme ovviamente a un amore universale che come uno splendido filo ci tiene tutti uniti. E allora perché non donarla ancora questa possibilità di vita? La natura lo insegna da sempre, semi e piante, cuccioli e animali, persino l’acqua e la terra. E invece gli italiani son lì ogni giorno a fare i conti con la calcolatrice: conviene o non conviene?
C’è anche chi i figli non può averli, ricorda.
Pensi che non mi dispiaccia? Però anche queste persone possono essere presenti nella vita di altri bambini, perché ogni vita ha bisogno di altre vite per crescere e imparare a vivere.
Tu hai solo paura di perdere il lavoro, cara cicogna.
Io ho solo paura che gli esseri umani perdano un’occasione: quella di dare un senso alla propria vita.

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