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Dentro l’inferno dantesco

con Alberto Fornasati

Dentro l’inferno dantesco

con Alberto Fornasati

Nell’estate dell’anno dantesco, un attore bellunese – nato a Feltre, residente a Mel di Borgo Valbelluna – sta girando il Nordest con uno spettacolo itinerante a tema. In questi mesi, infatti, Alberto Fornasati, con la compagnia udinese Anà-Thema Theatro, sta portando in scena Inferno. La rappresentazione, dopo la tappa di Mel dello scorso 13 giugno, tornerà in provincia a fine luglio ad Auronzo (27) e Belluno (31). Con Alberto abbiamo parlato della concezione, dello sviluppo e della struttura dello spettacolo.

Com’è stato concepito, e poi sviluppato, questo progetto?
È un progetto legato al 700° anniversario della morte di Dante. Abbiamo pensato alla soluzione dello spettacolo itinerante per due motivi. Primo perché è una specialità della nostra compagnia, che ormai da anni propone questa formula, atta sia a raccontare una storia, sia a valorizzare il posto in cui si rappresenta. Solitamente facciamo spettacoli per famiglie: Peter Pan, La macchina del tempo, Alice nel Paese delle Meraviglie… Il secondo motivo è la situazione Covid. Abbiamo pensato di puntare sulla dimensione itinerante perché all’aperto si può provare ad accogliere più persone, senza il problema delle limitazioni alla capienza.

Questo è ciò che ci ha spinto a produrre questo spettacolo. E ci ha aiutato molto il fatto che durante la pandemia non siamo rimasti completamente fermi, ma abbiamo potuto davvero lavorare per la ripresa. L’attenzione verso questo mondo non deve sparire: anzi, è il momento di ragionare per regolarizzare il futuro di questa professione, non è che perché adesso c’è il sole, si può stare all’aperto e si può lavorare, allora tutto ritorna normale. No, se torna tutto come prima vuol dire che non si è fatto nessun passo in avanti.

Com’è strutturato lo spettacolo?
Dipende dallo spazio in cui si va. Si può fare un anello, ovvero il pubblico viene diviso in gruppi, ciascuno accompagnato nelle varie postazioni da una maschera. Si parte, si incontrano Dante e Virgilio, Minosse e Caronte, il conte Ugolino, Paolo e Francesca, Beatrice, Ulisse, tutti i vari personaggi dei gironi danteschi. Nella seconda opzione, che verrà adottata al Parco Città di Bologna di Belluno il 31 luglio, ci sono quattro postazioni da 50 posti, con il pubblico diviso in 4 gruppi e seduto. In questo caso, sono gli attori a girare. Questa soluzione viene adottata negli spazi piccoli, dove il pubblico non può muoversi tranquillamente. Quanto ai personaggi, sono stati scelti quelli con storie, caratteri, ruoli molto forti. Tipo Minosse che deve decidere dove mandare le anime. I testi sono stati scritti dal regista Luca Ferri, insieme al quale poi abbiamo sviluppato i vari monologhi. I costumi, per i quali abbiamo cercato una chiave comune, sono curati da Emanuela Cossar. È uno spettacolo che ci sta dando grandissime soddisfazioni. Abbiamo una quarantina di repliche concentrate in due mesi.

Tra l’altro in posti sempre diversi, quindi uno spettacolo da adattare alla situazione e al luogo.
Saremo spesso in Veneto, avremo repliche in Friuli, Lombardia e Trentino, termineremo l’8 agosto al Parco della Venaria Reale a Torino. In alcuni casi di maltempo abbiamo dovuto portare lo spettacolo in teatro, con gli spettatori seduti e gli attori sul palcoscenico. Cambia il contesto, non il contenuto. Ma a livello attorale, in base al posto in cui sei, cambia il tuo modo di interagire con il pubblico. Uno spettacolo non è mai finito, è sempre in lavoro, una costante creazione. Non esiste una replica uguale all’altra.

I progetti legati a Dante però non finiscono qui.
Avremo altre uscite a Belluno. Oltre allo spettacolo del 31 al Parco Città di Bologna, saremo al Comunale il 29 con La Divina In-Canta, un recital con accompagnamento musicale e canoro, un viaggio su tutta la Divina Commedia, e il 4 agosto con Divina Mimesis di Pasolini. Tutti progetti nati in occasione di questa ricorrenza.

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