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De Ursis

La storia dell'orso

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La storia dell'orso

Non raccontarmi la storia dell’orso” si dice quando c’è il sospetto di trovarsi di fronte a frottole o raggiri. Quello che scrive Dino Dal Pan, nei ricchi volumi dal titolo “Santa Giustina. Un Comune – La sua storia” (Ed. Il Veses, 2019) è invece ben documentato. Si tratta, tra le numerose notizie di storia locale che riguardano Santa Giustina e il Bellunese, del Diritto dell’Orso.

La presenza del grosso plantigrado nel nostro territorio è attualmente sporadica. Pare che non ci siano insediamenti stabili ma qualche esemplare di passaggio, come quello rilevato in Comelico questa estate. Nei tempi passati di orsi ce n’erano e, secondo un’antichissima consuetudine, chiunque avesse ucciso un orso entro i confini dell’episcopato di Feltre doveva dare al Vescovo la “spallam destram cum çata et tota ipsius pelle” (la spalla destra con la zampa e tutta la pelle dell’orso) oltre a sottoporsi al pagamento di una salatissima tassa. Così il Vescovo-Conte affermava la sua giurisdizione su tutto il territorio, fino a San Gregorio e Sospirolo, uomini e animali compresi.

Chissà quanti orsi, presi da cacciatori, contadini e boscaioli, avranno ricevuto degna sepoltura con la complicità delle tenebre, passando prima per il fuoco del larìn senza la “benedizione” del Vescovo!

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