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Davide Faoro, campione italiano di Natural Bodybuilding

Davide Faoro racconta disciplina, sacrifici e vittorie nel bodybuilding

Davide Faoro, campione italiano di Natural Bodybuilding

Davide Faoro racconta disciplina, sacrifici e vittorie nel bodybuilding

Ha 28 anni Davide Faoro, originario di Lamon e residente da due anni a Pedavena. La sua costante ricerca della migliore versione di se stesso lo porta oggi ad esibire con fierezza il titolo di campione italiano Men’s Physique Open Short e campione assoluto Man Physique alle nazionali di Natural Bodybuilding, oltre che ad essere detentore della Pro Card da atleta professionista.
Un percorso fatto di scelte volontarie e consapevoli, di impegno, costanza ma soprattutto forte determinazione. Ma facciamo un passo indietro.

Dagli sport al bodybuilding: le origini

Davide è sempre stato una persona attiva e dinamica, sin da bambino svolge attività sportiva, giocando a calcio dagli 8 ai 16 anni. Successivamente pratica per un anno e mezzo arti marziali miste, prima di iscriversi in palestra in età adolescenziale. Qui nota che l’allenamento diventa per lui una fonte di benessere psicofisico ma anche di crescente apprezzamento per la propria immagine; perciò, inizia ad accostarlo ad un’alimentazione sana, inseguendo il suo sogno d’infanzia: assomigliare ai fisici muscolosi della pubblicità di Mister Olympia.

Successi e prestigio internazionale

Un desiderio che, dopo un secondo posto al campionato europeo a Samorin, in Slovacchia, a novembre 2025, è diventato realtà sul palco del Natural Olympia di Las Vegas, dove Davide si è aggiudicato il quinto posto nella categoria Men’s Physique Pro Open ed il secondo posto nella categoria Men’s Physique Open Short.
Una collezione di successi merito di un lavoro minuzioso a livello di allenamenti, dieta e riposo.

«Il fisico da gara non si fa in tre settimane, lo si fa in un anno. Io ora sto lavorando per quello che porterò sul palco il prossimo anno. È un percorso dentro te stesso che fa sì che tu riesca a scoprire aspetti di te che non conoscevi. Il fisico è solo il risultato finale», spiega Faoro.

Il body building è uno degli sport più impegnativi, è un mix di organizzazione, costanza e determinazione, ma il tutto deve essere motivato dalla passione. «Spesso mi chiedono come faccio a stare a dieta, ma la dieta per me non è un sacrificio. Tutto quello che faccio a me non pesa, è una mia scelta. Quando sento parlare di sacrifici, penso che siamo distanti dal mondo del body building. È un cammino faticoso e non per tutti, però se vivi la gara come una liberazione e non come l’apice del percorso, c’è qualcosa di sbagliato. Lo devi volere, non devi gareggiare per dimostrare qualcosa agli altri, lo devi fare per te stesso».

Il supporto della famiglia

Hai sempre avuto il supporto della tua famiglia?
«Inizialmente c’era la paura da parte di mia mamma che stare a dieta e mangiare le stesse cose mi facesse male. Ora però anche lei va in palestra e si prepara i pancake proteici la mattina. L’anno scorso i miei familiari hanno vissuto il mio percorso da spettatori, quest’anno sono entrati nel vivo dell’esperienza perché hanno capito la meccanica di questo mondo e sono i primi a sostenermi».

Sogni e progetti futuri

Che progetti e sogni hai per il futuro?
«Il progetto è sicuramente quello di continuare a migliorare sotto ogni punto di vista. Il prossimo anno sarà un anno di costruzione per poi ripresentarmi nel 2027 tra i professionisti. Il mio sogno è invece quello di essere pagato per fare l’atleta, farlo quindi diventare il mio lavoro. Non è facile, ma essendo un mondo in costante crescita, spero che possa accadere. Un altro obiettivo che ho è quello di far avvicinare più persone possibili al mondo del body building sano, privo di vincoli e comportamenti che possono sfociare in disturbi alimentari. Dev’essere una ricerca al miglioramento personale, fisico e una costante evoluzione a livello di maturità. Mi piace pensare alla sala pesi come una metafora della vita: puoi lasciarti schiacciare dai pesi, che rappresentano i problemi, oppure scegliere di sollevarli e affrontarli, imparando a gestirli senza farti male».

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