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D’anima e di pietra – poesie per l’armenia

La silloge della poetessa feltrina Erika De Bortoli in mostra a Treviso

D’anima e di pietra – poesie per l’armenia

La silloge della poetessa feltrina Erika De Bortoli in mostra a Treviso

«Voglio che l’accento venga posto sull’Armenia» precisa subito l’artista. «Perché è su questo presupposto che si fonda il progetto multidisciplinare “Io sono armena” di Gayane Sahakyan al quale ho aderito con entusiasmo.»

Tutto nasce mesi fa, sul piano poetico, ma già nel 2020 sul piano progettuale. Purtroppo a causa di una guerra: la seconda del Nagorno Karabakh (27 settembre – 9 novembre 2020). Gayane nel 2020 si trovava in Italia, soffrendo a distanza per la sua famiglia e il suo popolo e cercando, per quanto possibile (raccolta fondi e beni di prima necessità), di essere vicina al suo paese. In quel periodo un amico le suggerisce di mettere per iscritto i suoi ricordi, la sua nostalgia. La vita di Gayane è molto interessante essendo lei nata in Armenia, ma cresciuta in Mongolia, per poi recarsi a studiare in Cina e infine sposare un italiano…

Su suggerimento dell’amico pittore Francesco De Florio, Gayane inizia dunque a scrivere. Dallo scambio con De Florio nasce l’idea di un evento dedicato all’Armenia, che ne faccia conoscere la storia e la cultura. Storia travagliata che prosegue ancora oggi, con una grave crisi umanitaria, esacerbata dal blocco azero del corridoio di Lachin, in corso nel Nagorno Karabakh. Di questa situazione non ne se parla ed è per questo che è importante farlo!

Su quanto sopra si innesta la scrittura poetica della feltrina Erika De Bortoli. «Mesi fa Gayane mi ha affidato la sua breve biografia chiedendomi, se me la fossi sentita, di scrivere dei testi poetici ad essa ispirati» racconta la poetessa. Dopo assidue la lettura di poeti e letterati armeni, la visione di video e fotografie, l’ascolto di musica armena e scambi con Gayane ecco che ha preso forma la silloge “D’anima e di pietra”. «Perché questo titolo? Perché l’Armenia è disseminata di pietre dal grande significato spirituale. Il popolo e la cultura armena sono altamente spirituali. M’è parso un titolo molto rappresentativo di quanto via via approfondivo» spiega l’artista.

La raccolta è divisa in quattro sezioni: Nostalgia, Preghiera, Armena, Armeni. «Le prime poesie sono nate rapidamente, altre hanno richiesto più tempo, riflessione, immersione. Una volta ultimate mi sono accorta che potevano essere raggruppate nelle quattro aree tematiche indicate» afferma Erika.

Le poesie saranno presentate a Treviso il 21 ottobre presso la sede dell’associazione Art&Care di Dosson, nel corso di un evento a numero chiuso (per questioni di sicurezza dello spazio messo a disposizione). Alcune poesie resteranno però esposte fino al 30 novembre assieme alle numerose opere pittoriche realizzate appositamente da Francesco De Florio, alcune delle quali illustrano anche la raccolta poetica.

«Per questo parlavo di progetto multidisciplinare a cui ho aderito: perché l’idea è stata di Gayane e Francesco che hanno poi coinvolto la sottoscritta e, come artista d’eccezione, il flautista e pluristrumentista Giuseppe Dal Bianco che il 21 ottobre suonerà anche il duduk, strumento etnico armeno» conclude Erika De Bortoli.

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