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Daniele Da Ponte

selezionata per il prestigioso premio “Vittorio Sgarbi”

Daniele Da Ponte

selezionata per il prestigioso premio “Vittorio Sgarbi”

Un premio dedicato al mio nome; il mio nome per molti è ragione di critiche rispetto a posizioni che possono sembrare dure, per altri invece è il nome di una persona che ha amato l’arte con infinita tenerezza cercando l’arte anche nei luoghi più remoti». Così Vittorio Sgarbi ha annunciato la prima edizione del premio a lui titolato. In effetti, Sgarbi è personaggio mediatico, sotto i riflettori per alcune sue uscite sopra le righe, ma certo il suo occhio critico in campo artistico da pochi è messo in discussione.

Così quest’anno è in corso di svolgimento il nuovo premio, nato con l’obiettivo di sostenere e promuovere l’arte contemporanea. E, tra gli artisti che si sono messi in luce in tale concorso, c’è anche un talento della nostra provincia: quello di Daniele Da Ponte, 45 anni di Belluno, che vi ha preso parte senza scommettere troppo sul risultato, ma semplicemente inviando a Vittorio Sgarbi, giurato unico, una sua opera come da regolamento. Il premio stabiliva la selezione di un centinaio di artisti sul panorama nazionale.

Accade così che la critica d’arte Leonarda Zappulla contatta Daniele, avvertendolo della scelta di alcuni suoi lavori tra quelli del palmares inviato, atti ad entrare di diritto nei cataloghi dedicato al premio. Essi saranno sei in totale: a partire da aprile, ogni mese un catalogo ospiterà infatti un quadro dell’artista. Nel mese di ottobre sarà organizzata, infine, una mostra collettiva nella città di Ferrara, cui presenzierà lo stesso Sgarbi, nella quale troveranno spazio anche una o più opere del talento bellunese.

«Sono nato in una famiglia dove da sempre si è “respirata” l’arte», ci racconta Daniele. «Mio padre è insegnante d’arte, gli zii pittori, io stesso ho frequentato la scuola d’arte a Vittorio Veneto, che non ho però ultimato dedicandomi ad altro come professione». Prima come imbianchino, poi come tipografo, in qualche modo il colore è entrato nella vita di Da Ponte, in particolare il secondo, dove la preparazione artigianale delle tinte ha consentito a Daniele di capire le miscele e le temperature adatte a dare vita alle sue creazioni.

«Solo di recente e da autodidatta ho ripreso in mano la pittura. Diciamo che vedo i quadri di notte e di giorno ci lavoro», rivela l’autore.

La tecnica è sempre quella dello smalto su tela mentre lo stile, nella definizione del suo artefice, è “astrattismo concettuale”: in altre parole, si tratta di quadri sì astratti, ma sempre con una spiegazione di fondo sottesa. Così, in “Melancholia” vi si può leggere la personale rappresentazione di un film di Lars Von Trier che racconta dell’impatto di un pianeta sulla Terra con elementi riconducibili all’opera cinematografica del regista danese.

In “Zone” vi è invece un chiaro riferimento all’attualità: i colori dominanti, giallo e rosso, sono chiaramente riconducibili alla suddivisione della nostra penisola in fasce con conseguenti differenti restrizioni, in base all’andamento dei contagi. In una visione non propriamente ottimistica, il colore arancione viene così sostituito da una zona nera, accostata a linee zigzaganti, evidente metafora di una costante situazione di caos.

Ancora, mente “Contatto” ci rappresenta una civiltà in cerca di civiltà, “Impatto” ritrae graficamente lo scenario di un incidente stradale nel mezzo di una tangenziale avvolta nella nebbia. Appena sarà possibile, si potranno ammirare alcune opere dell’artista esposte presso la libreria “Cartolandia” di Santa Giustina.

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