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Dal disegno al pupazzo

Come rendere reali le fantasie

Dal disegno al pupazzo

Come rendere reali le fantasie

L’arte si può studiare sui libri, la si può ammirare nei luoghi deputati alla sua esposizione, ma per essere compresa e fatta propria va sperimentata sin dalla giovane età. Il programma realizzato dalla classe 2A della secondaria di primo grado di Mel, sotto la guida dell’insegnante di arte e immagine Elisa Romano Gargarella, è stato quello di dare vita all’immaginazione dei bambini della 1^B della primaria, così pura e libera da schemi, rendendo “vivi” i loro disegni e trasformando dei piccoli disegnatori in veri e propri ideatori di un progetto concreto.

Attraverso un’attività di scrittura collettiva i ragazzi ci spiegano la nascita e lo sviluppo di questa idea originale. «Tutto è cominciato un giorno di febbraio quando la nostra professoressa di arte durante una lezione ci ha presentato il progetto grafico a cui avremmo partecipato in collaborazione con una classe della primaria. I bambini della 1^B, infatti, dopo aver letto alcune pagine tratte dal libro “La bambina di burro e altre storie di bambini strani” (di B. Masini), hanno realizzato con matita e pastelli i disegni di diversi omini (omino di ghiaccio, omino di acqua, omino di frutta, omino di vulcano, omino di gelato, omino di ghiaccio e neve, omino di pan di zenzero, omino di fiori, omino di vento, omino di verdure, omino di piante, omino di lego, due omini di fuoco, omino di biscotto, omino di zucchero filato) che noi abbiamo poi ricreato con la tecnica della carta a strati in un’attività laboratoriale di circa 7 ore.

Ricevuti i disegni, su un cartoncino abbiamo ricalcato le sagome dei bozzetti fatti dai bambini ritagliando due sagome per ogni disegno che poi abbiamo incollate insieme lasciando un’apertura per imbottirle con carta di giornale; infine le abbiamo ricoperte e sigillate interamente con scotch di carta. Successivamente abbiamo imbevuto d’acqua alcune strisce di carta da giornale e con la colla le abbiamo usate per rivestire con più strati ogni pupazzetto, dandogli forma. Una volta asciutti abbiamo colorato gli omini con le tempere, usando gli stessi colori usati dai bambini e li abbiamo lasciati asciugare. Infine abbiamo aggiunto i dettagli come: occhi, bottoni, fiocchi e decori vari, cercando di riprodurli esattamente uguali a quelli dei disegni.

Per fare questo lavoro ci siamo impegnati e anche divertiti molto, perché gli omini sono tutti diversi e simpatici. Ci è piaciuto usare questa tecnica per creare il progetto, inoltre è stato bello perché i disegni dei bambini rappresentano la loro immaginazione, la loro creatività; essendo tutti diversi, sono speciali e unici. Siamo felici di aver partecipato a questa iniziativa che può aiutare a far capire ai più piccoli che le diversità non contano.

Anche la protagonista del libro “La bambina di vetro” (di B. Alemagna) che abbiamo letto in classe, affronta le difficoltà della sua diversità, ma col passare del tempo impara a credere in se stessa e ad accettarsi, trovando la forza e il coraggio di far fronte al mondo che la circonda. Speriamo che ai bambini di prima elementare piacciano i risultati del nostro lavoro.»

I ragazzi della 2aA di Mel

Un progetto trasversale, capace di coinvolgere ordini di scuola diversi dove i grandi si fanno realizzatori dei sogni dei piccoli in un’ottica di tolleranza ed inclusione, di accettazione delle diversità, che possono diventare ricchezze e uno stimolante motivo di confronto.

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31/05/2024

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