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Da Paderno a Zorzoi

per comprare una falce

Da Paderno a Zorzoi

per comprare una falce

Livio e Loretta ospitarono nella loro struttura a Paderno, sul finire dell’estate, un simpatico signore romano. L’ospite rimase ammirato della bellezza e del silenzio dei luoghi. Prima di andarsene chiese ai due coniugi dove avrebbe potuto acquistare una tradizionale falce da fieno.

Domanda che parve subito inusuale e piuttosto strana, visto che al giorno d’oggi si usano lama rotante, rasa erba e decespugliatore. Gli chiesero allora se per caso collezionasse oggetti antichi. «Niente affatto – rispose lui – vorrei solo utilizzarla per tagliare l’erba nel mio giardino. I miei vicini, che fanno i turni, si lamentano sempre del fastidioso rumore prodotto dal mio taglia erba. Ed io che cerco di capire come meglio fare, finisco sempre coll’usarlo quando loro stanno cercando di recuperare il sonno perduto! Per questo, se riuscissi a dotarmi di una falce, risolverei il problema».

Livio e Loretta ci pensarono un po’ e poi lo indirizzarono al mercato settimanale di Feltre, invitandolo a cercare il bancone delle lame e dei coltelli. L’ospite romano vi si recò, senza fortuna, il martedì successivo. I mercanti le falci le avevano in passato, ma ora non le tenevano più, perché restavano invendute. Se proprio avesse voluto, gli suggerirono di recarsi da un artigiano di Zorzoi, che lui le falci le teneva ancora. Il nostro amico, assunte le corrette informazioni, impostò l’indirizzo su Google maps e raggiunse la sperduta destinazione.

Lì trovò davvero quel che cercava. Solamente che l’artigiano, di fronte ad un foresto che gli parve privo delle dovute credenziali, non gliela volle dare. «Cosa ne sa lei di una falce?- lo apostrofò con sospetto – e, quando si sarà guastata, da chi andrà?». Veramente il nostro malcapitato ospite non seppe cosa rispondere! «Allora – proseguì l’artigiano di Zorzoi di Sovramonte – lei vada giù a Fonzaso e si informi dove fanno i corsi di battitura della falce; quando avrà l’attestato torni da me».

Piuttosto contrariato, ma comunque deciso a raggiungere il suo scopo, il nostro amico romano scese a Fonzaso e, per due ore e mezzo, si sottopose alla lezione di battitura… te, tec, tec, finché prese il ritmo e le misure. Prova e riprova (per fortuna aveva una buona manualità) riuscì ad avere l’idoneità. Tornò immediatamente a Zorzoi, con timbro e firma ancora freschi sul documento, e si comprò finalmente una falce, l’oggetto dei suoi desideri. Con la bella stagione potrà dedicarsi allo sfalcio nel suo giardino. I suoi vicini udranno di tanto in tanto lo sfregolio rapido di una cute che passa sul filo della lama e, verso sera, il ritmato ticchettio del martello sulla pianta del battitore. Rumori d’altri tempi, suoni ovattati, quasi silenti in confronto al rumoroso caos dell’odierna civiltà.

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