Rondini, rondoni e balestrucci

grandi alleati dell'uomo

Rondini, rondoni e balestrucci

grandi alleati dell'uomo

In primavera ritornano i nostri “insetticidi naturali” Ecco, con la primavera sono arrivate le “rondini”. Finita la segregazione da Covid non c’è maggior simbolo di libertà di questi straordinari uccelli. Pur trattandosi di specie diverse, nell’immaginario collettivo rondini, rondoni e balestrucci sono genericamente accomunati sotto il termine “rondini”. Sono presenti in tutti le regioni italiane compreso il bellunese. Volano veloci e ad ogni altezza dal suolo catturando migliaia mosche e zanzare, insetti che possono essere vettori di diverse malattie come Chikungunya, Febbre da flebotomi del bacino del Mediterraneo, Filariosi, Leshmaniosi (quest’ultima patologica per il cane e per l’uomo). Funzionando da ” insetticidi naturali”, di fatto rondini e rondoni difendono la salute umana.

La Rondine
La Rondine (Hirundo rustica) è un uccello migratore a lungo raggio che ogni anno, in primavera, compie un tragitto dall’Africa all’Europa percorrendo fino a 12000 chilometri per tornare al nido costruito l’anno prima. Si tratta di uno sforzo immane per uccelli di appena 20 grammi di peso che devono attraversare sia l’enorme distesa desertica del Sahara, sia il mar Mediterraneo. Se vengono colti da tempeste mentre sono in volo sul deserto o sul mare ne muoiono a migliaia. In autunno, poi, la Rondine si avvia sulla via del ritorno in Africa per trascorrere l’inverno. Nidifica in stalle, porticati, garage, cioè “dentro” formando un nido di fango a coppa aperto verso l’alto.
Per ciascun pasto dei pulcini la Rondine deve portare al nido 100 piccoli insetti o 15-20 insetti più grossi. E ‘ stato accertato che durante il periodo riproduttivo una coppia di Rondini cattura circa 6000 insetti al giorno e, di conseguenza, per allevare una covata di 4-5 rondinotti, deve catturare ben 150.000 insetti! E’ bene sapere che dei 170 grammi di insetti che preda ogni giorno il 90 % è rappresentato da mosche e zanzare.
Il Balestruccio
Il Balestruccio (Delichon urbicum) appartiene anch’esso alla famiglia delle rondini (Hirundinidae) ma si distingue dalla Rondine vera per essere più corto, con forcatura della coda meno pronunciata. Presenta parti inferiori bianche mentre superiormente è nero bluastro con un’evidente fascia bianca in corrispondenza del groppone che lo rende inconfondibile anche a distanza. A differenza della Rondine, il Balestruccio forma un nido di fango a semisfera tutto chiuso con una sola apertura ovale verso l’alto, posizionandolo sotto i cornicioni delle case. Come la Rondine caccia insetti, anche se a un livello aereo un po’ più alto. Durante il grande sforzo nel tragitto Africa- Europa e viceversa, tempeste di vento sul mare o turbinii di sabbia sul deserto possono uccidere fino al 50% di questi migratori.

Il Rondone
Il Rondone (Apus apus) vive in volo per la maggior parte della vita. Non è una rondine, cui può assomigliare, ma appartiene all’ordine degli Apodifomi. Si alimenta di insetti volanti, beve in volo sfiorando le superfici idriche, si accoppia in volo e addirittura dorme in volo. Tutti vediamo i rondoni nelle sere d’estate delle città italiane mentre sfrecciano inseguendosi in gruppo ed emettendo le tipiche grida, volando a una velocità che può essere anche di oltre 75 Km/h. Non a caso gli inglesi li chiamano “swift”, cioè veloci. L’unico momento in cui sono costretti a posarsi è il momento della nidificazione ma, avendo ali molto lunghe e zampette molto corte non si posano a terra (anche se da terra un rondone in salute può ripartire), come fanno rondini e balestrucci per raccogliere fango con cui costruire il nido, ma cercano cavità nei muri, coppi aperti, buche pontaie di palazzi nei centri storici dove penetrare per nidificare.

Ristrutturazioni architettoniche
in difesa dei Rondoni
Il problema è proprio qui: le ristrutturazioni dei vecchi palazzi vengono effettuate chiudendo i fori in funzione anti-piccioni e stessa cosa viene fatta modificando le tegole dei tetti o applicando sistemi ostruenti i coppi, denominati “antipasseri”. La causa del declino dei Rondoni è dovuta quindi in gran parte alla chiusura di tutti i fori nelle pareti e sui tetti degli edifici urbani. Per ovviare al problema senza chiudere tutte le aperture presenti sulle facciate, basterebbe ridurre il diametro di ingresso dei fori nei muri, così i colombi non possono entrare ma i rondoni sì. Allo stesso modo il mantenimento delle aperture lungo la prima fila di coppi sui tetti può essere salvaguardato adottando apposite misure tecniche già sperimentate in alcune ristrutturazioni di vecchi palazzi.

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