Dalla montagna al mare

in mostra gli scatti di Mauro Bianchet

Dalla montagna al mare

in mostra gli scatti di Mauro Bianchet
Dalla montagna al Mare - mostra di Mauro Bianchet a Sospirolo | L'alba del nuovo giorno - Crepes de Padon 2015

Sono in mostra al Centro civico e in Biblioteca, fino al 15 marzo, dieci anni di scatti, tra ricerca e sperimentazione. Sono quelli di Mauro Bianchet, raccolti nella personale “Dalle montagne al mare” inaugurata lo scorso 1 febbraio. A presentare il vernissage, Attilia Troian, che così descrive l’autore e le sue opere:

«Mauro Bianchet rappresenta la contraddizione vivente delle motivazioni per le quali l’homo ha sentito il bisogno, dopo secoli di sperimentazioni, di ricerca della mimesi (cioè dell’essere mimetico nei confronti della realtà, individuando nella pittura e nella scultura il linguaggio che meglio riusciva di volta in volta a soddisfarla) di inventare la macchina fotografica. Le frequenti mostre sul vedutismo lo confermano; è pressoché inevitabile che, guardando un quadro di Canaletto o di un vedutista in genere, esca l’esclamazione: “Sembra una fotografia!”.
Quando Nadar (e altri prima di lui) a Parigi cominciò ad utilizzare su “larga scala” la nuova invenzione, tutti plaudirono perché il nuovo marchingegno catturava la realtà e la restituiva tale e quale l’homo credeva o crede di vederla. Bella o brutta che sia, anche con tutti i difetti: una foto-documento. Poi qualcuno capì che, utilizzando tutte le possibilità del nuovo mezzo, insistendo sulle ombre e sulle luci e più tardi sui colori, l’homo poteva creare… un oggetto nuovo perché visto con la sua mente, sua e di nessun altro, e con i suoi occhi.

Il soggetto delle fotografie è molto spesso un dettaglio, ingrandito, reso super macro, decontestualizzato. È ideale; è manipolato per raggiungere l’obiettivo prefissato, senza mai aggiungere, sempre togliendo, pulendo. Una sorta di purificazione della realtà. Mauro “vede” in questo o quel dettaglio, in questo o quel paesaggio quello che altri non vedono e cerca di restituirlo prima di tutto a se stesso.

Mauro supera anche tutto questo e ci restituisce ancora qualcosa di diverso. Il mondo che Mauro ci presenta attraverso le sue fotografie non è un mondo reale; da nessuna parte esiste quel paesaggio, quella casa, quella collina: non esiste ora e non è mai esistito. Perché lui “pulisce”, taglia, elimina tutto quello che lo disturba, che “disturba” quello che lui vede in quel paesaggio, in quella casa, in quel dettaglio.
Mauro, almeno in certi momenti, predilige il particolare, ma non troveremo da nessuna parte quel dettaglio in quel modo. In sostanza, crea un mondo impossibile, il mondo che lui vorrebbe fosse. Cioè cerca l’ideale: la bellezza ideale. In questo senso, Mauro è contraddittorio rispetto alle motivazioni per le quali l’homo sentì la necessità di inventare la macchina fotografica e quindi la fotografia».

La mostra, curata da Biblioteca civica, Pro loco “Monti del Sole” e Circolo Auser “Monte Sperone”, resterà aperta nei giorni feriali, in orario di Biblioteca, il sabato (9.30-12.00/16.00-19.00) e la domenica (16.00-19.00).

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