Il toponimo deriva dal nome latino Covinius che ricorda Covius l’antico proprietario romano della possessione agricola di Cugnach.
La strada romana
Dietro la villa, sulla cresta della collina, durante uno scavo, saltò fuori la strada romana (che collegava Sedico a Belluno) tuttora esistente anche se negli anni Trenta del secolo scorso fu spianata dal proprietario Alessandro Miari (vi trovò una moneta romana).
Il castello e la casa-torre
È possibile che in cima al colle, che oggi ospita la chiesetta di San Floriano, esistesse un castello il quale assieme a quello di Noal e di Baldeniga costituiva una difesa dalle calate nordiche. Gli storici affermano che in precedenza gli Ostrogoti, verso il 550, durante la loro guerra contro i Bizantini (535 – 553), avessero costruito una torre, a presidio del territorio, unitamente a quelle erette a Baldeniga, Mirabello, Landredo (Landris), ecc.
È molto probabile che nel Medioevo esistesse una casa-torre proprio dove sorge l’attuale villa: le fondamenta della stessa infatti sono molto antiche e nella cantina si vedono delle feritoie.
I Miari e lo stemma imperiale
Si dice che la famiglia sia originaria di Vicenza, dove due Miari verso il 1000 si contendevano il dominio della città. I figli di uno dei due, per salvarsi, si trasferirono a Belluno dove furono accolti fra i nobili, dando origine alle attuali famiglie. Nel 1412 l’imperatore Sigismondo concesse ai Miari (per gli importanti servigi resi) di fregiarsi dell’aquila imperiale nel loro stemma, che già aveva 3 spighe di miglio.
I Miari e la possessione di Cugnach
In mancanza della cronistoria degli acquisti fatti dai Miari in quella zona, è difficile dire da quando gli stessi avessero già a Cugnach una possessione con una dimora (castello, casa-torre?). Molto interessante è un atto del notaio bellunese Pietro Paolo Delaito del 13 maggio 1484, il quale ci rende edotti che ser Giovanni Miari fece in tale data un importante acquisto di beni da donna Domenica Damino vedova di Gianfrancesco da Cugnach e dal genero di lei Giorgio De Castello abitante a Bribano, accrescendo così la possessione di Cugnach. Si trattò di: una casa in muratura coperta di paglia e con focolare, con una stalla e il cortile, confinanti con la strada romana; 1 bosco in comproprietà; 4 prati; 5 campi con piante tutti nella zona di Cugnach; 1 campo con piante a Carmegn; una parte del bosco di Baldeniga (vicino a San Fermo); 1 prato a Socchieva (San Fermo).
La villa
Secondo la tradizione, fu costruita nel XVII secolo sui ruderi di un antico castello. La facciata è decorata con stemmi, raccolti dal conte Florio Miari, un tempo esistenti sulle mura e sul demolito Palazzo Comunale dei nobili di Belluno. Durante la Prima Guerra Mondiale i Tedeschi occupanti vandalizzarono la villa e ne distrussero il parco, utilizzando gli abeti per rifare il ponte ferroviario sulla Val de Siva nei pressi di San Fermo.
La chiesetta di San Floriano
Annessa alla villa, sorge in cima a un colle in posizione panoramica. Un tempo aveva un trittico con le immagini della Beata Vergine, di San Zeno e San Floriano e una serie di altre opere d’arte, in gran parte rubate. L’attuale edificio risale all’Ottocento.