Taglio piante

obiettivo: la sicurezza pubblica

Taglio piante

obiettivo: la sicurezza pubblica

Meglio prevenire che curare. Si può interpretare così il sollecito, l’ennesimo, diramato dall’amministrazione sospirolese relativo al taglio alberi nei pressi delle strade. A spiegare ancora una volta il perché del provvedimento è il vicesindaco Rudy Vallet: «Del problema ci occupiamo da anni, ma dopo Vaia abbiamo intensificato l’azione spedendo 726 lettere che chiedevano il taglio delle piante ai fini della sicurezza pubblica. Molti hanno provveduto e li ringraziamo, ma sono ancora tanti quelli che hanno ignorato gli avvisi». Perciò è in corso una nuova ricognizione del territorio che permetterà di valutare le situazioni ancora critiche.

«Ora stiamo rilevando dove non sono stati adottati gli opportuni provvedimenti, questo anche alla luce dei danni e dei problemi alla viabilità a seguito degli schianti provocati dal vento nei giorni 4 e 5 febbraio, che è solo l’ultimo episodio di una lunga serie. Ricordiamo tra l’altro che la responsabilità in caso di danni materiali o personali rimane in capo ai proprietari dei fondi. È perciò doveroso che le strade siano sgombre, pensiamo per esempio a un intervento di emergenza da parte di un’ambulanza, o al pericolo stesso di caduta alberi su qualcuno».
Ipotesi non campate in aria, dato che proprio l’ultimo forte vento ha danneggiato proprietà private e beni pubblici, come il tetto della palestra, i magazzini comunali e il cimitero, ecc., e abbattuto decine di alberi rendendo necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco in più zone. Ancora, il taglio degli alberi comporta strade meno ombreggiate e, di conseguenza, meno ghiacciate in periodo invernale, oltre che carreggiate più pulite e meno tombini a rischio intasamento.

«Anche sulla base, dunque, dell’articolo 29 del Codice della strada e del regolamento di Polizia rurale, il Comune ricorda ai destinatari delle nuove lettere di sollecito, che sono già una settantina, di abbattere gli alberi adiacenti alle strade per una fascia di almeno tre metri misurati dal ciglio esterno del fosso, se presente, o dal limite stradale, e di abbattere gli alberi, anche oltre i tre metri, che con la loro caduta possono interessare le strade», aggiunge il consigliere Cesare Giotto, che da anni segue la vicenda. «In subordine, si richiede di potare gli alberi più alti e, infine, si sollecita a rimuovere sempre alberi, ramaglie, foglie e terriccio eventualmente caduti sulla sede stradale dalle aree di proprietà privata». Per chi non prenderà provvedimenti è prevista la visita domiciliare della Polizia locale.

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