Palazzo Barbuio – Francescon a Mel

restaurati gli affreschi rinascimentali

Palazzo Barbuio – Francescon a Mel

restaurati gli affreschi rinascimentali
Restauro degli affreschi rinascimentali a Palazzo Barbuio Francescon a Mel - Borgo Valbelluna

Notevole interesse ha destato il recente restauro degli affreschi al palazzo Barbuio – Francescon nella splendida piazza rinascimentale della cittadina di Mel, piccola capitale della Valbelluna.

Si tratta di un’intera parete ricca di elementi che porterebbero ad una attribuzione certa al noto artista Marco da Mel (1496-1583) che, amato in patria, a quel tempo nel 1545 dipingeva l’intero salone del Palazzo comunale.

A palazzo Francescon è emersa una inedita chiave di lettura che, con sottile vena ironica, considera la dominazione veneziana di queste terre (dalla sottomissione del 1420) come non ancora benevolmente accettata. Infatti al ritratto del Barbuio, all’interno del salone in palazzo Francescon, fanno da contraltare, agli altri due ai lati della bifora all’esterno, la ricca armatura rinascimentale del giovane con spada a sinistra e, a destra, la divinità femminile con lancia. Personaggi che ritroviamo a cavallo, vigorosi a difendere il malcapitato a terra soggiogato, la zampa sulla gamba, dall’attacco di un leone, chiaro simbolo di una Serenissima grifagna nel cancellare gli ultimi retaggi di potere medievale nel Bellunese; il ricordo della distruzione di sessanta castelli e rocche in Valbelluna è ancora vivo.
L’”eretico” ammiratore di quell’aulico passato, l’artista Marco da Mel in pieno Rinascimento continua a rappresentare nelle sue opere castelli e fortificazioni. Puntualmente, sotto la luminosa bifora, in un quieto paesaggio colloca, sopra verdi colline, una cittadina fortificata ed un castello-torre , simbolo ricorrente nello stemma del suo ammirato committente, il barbuto Barbuio.

Da considerare la rappresentazione in alto della biblica scena di Dalila che, tagliando barba e capelli, priva Sansone dei suoi poteri, in questo caso sottile e ironica metafora verso una paludata carminia Venezia che con astuzia cancella l’irriducibile retaggio medievale locale. La colonna frantumata nel prato ai piedi della scena dei cavalli e il dorato rosone in alto, d’altro canto, certificano una blasonata ascendenza classico-imperiale romana non cancellabile con facilità.

Il recente attento restauro ha restituita all’intera comunità un pregevole tassello per aprire un sereno dibattito sulla storia dell’arte locale.

Nella piazza Rinascimentale di Mel omogenea nel suo stile architettonico si nota in particolare il palazzo Barbuio-Gaio-Francescon. L’antica costruzione affrescata infatti affonda le sue matrici in un ampio scantinato medievale, la base di una poderosa casa-torre in cui si notano i tipici particolari architettonici costituiti dagli angoli in grandi pietre d’arenaria collocati verticalmente, una possibile forma di raffinata tecnica antisismica. Il palazzo che nel tempo ha subito molteplici interventi è abbellito da un romantico terrazzino in pietra e metallo che sovrasta la porta d’entrata che prossimamente riprenderà una delle molteplici cromatiche ridipinture storiche, questa volta su parere del noto Artista Gino Silvestri in un rosso antico. Lo stemma della famiglia una torre è riproposto in molteplici esemplari su pietra , sugli architravi dei caminetti, e inmirabili bassorilievi su legno o nei particolari di dipinti. Recentemente parte del fabbricato è diventato una prestigiosa dimora storica per raffinati ospiti che da tutto il mondo rivivono il piacere di risiedere sia pur temporaneamente in un luogo che emozionante esempio di Cultura desta grande emozione.

 

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