L’albero di Natale di Pedavena

si compone degli alberi caduti a Feltre durante l'emergenza maltempo

A Pedavena è sorto un albero diverso dai soliti. Chiediamo a Gianfranco Bellot, presidente dell’associazione dei donatori di sangue, di che cosa si tratta.

Com’è nata quest’idea?
L’idea è nata durante la tradizionale riunione pre-festiva tra la nostra amministrazione e le associazioni di volontariato pedavenesi. In tale sede, il sindaco ci ha chiesto di pensare a qualcosa che rievocasse la tragedia che ha colpito la nostra provincia. Il pensiero è andato subito a quello che nel Feltrino ha stravolto il panorama e cioè la caduta di tantissimi alberi, specialmente nella città di Feltre e nei boschi del monte Avena.

Quindi come avete deciso di procedere?
Dopo aver consultato i consiglieri e averne avuto il consenso, ho contattato un nostro associato molto preparato in materia, lo scultore Paolo Schenal, il quale ha appoggiato di buon grado la proposta. La scelta è, quindi, caduta sull’ idea di fare un albero di Natale con un groviglio di abeti, abbattuti dalla furia del vento, che si sostenevano a vicenda. Dopo aver scelto la fontana davanti al municipio come sito ideale, gli operai del comune, hanno provveduto a portare gli alberi, rigorosamente schiantati, provenienti dal monte Avena.

È arrivato, poi, il momento di creare l’albero.
Si, non restava altro che assemblare il tutto. La cosa si presentava, viste le dimensioni delle piante, abbastanza impegnativa, ma non ci ha spaventato e, in un paio d’ore, sabato 15 dicembre, l’opera è stata realizzata.

Siete soddisfatti del risultato?
Assolutamente. Ora questo” strano” albero di Natale fa bella mostra di sé, abbellito, nelle ore serali, da un moderno fascio di luce multicolore; come a dire a chi lo guarda, che da una tragedia così grande si può rinascere grazie alla solidarietà e guardando al futuro con un po’ di ottimismo.

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