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COVID-19 & SPORT

a cosa fare attenzione

COVID-19 & SPORT

a cosa fare attenzione

Gli ultimi due anni sono stati caratterizzati da diverse chiusure che hanno determinato forti cambiamenti e limitazioni a livello economico, sociale ed anche sportivo. Soprattutto quest’ultimo ambito è stato caratterizzato da molteplici protocolli per gestire in maniera molto specifica allenamenti, gare e partite, ma senza fornire delle linee guida univoche sul rientro all’attività sportiva per i praticanti risultati positivi al virus Covid-19 e questo argomento ha colpito personalmente il sottoscritto, lavorando in ambito sportivo, praticando sport a livello agonistico e soprattutto essendo risultato positivo a inizio 2022.

Per questo, ho deciso di approfondire l’argomento, per trovare la risposta a molte domande: quali sono i sintomi maggiormente presenti in chi pratica sport? Quanto durano? Ci sono effetti a lungo termine a livello polmonare e cardiaco? A quali esami ci si dovrebbe sottoporre a livello sportivo (sia amatoriale che professionistico)?

I sintomi, per essere definiti di breve durata, non devono superare i ventotto giorni (Sudre et al., 2021), e tra questi il principale è l’affaticamento generale (presente nel 57% degli sportivi), seguito da tosse secca (50%), mal di testa (46%) (Hull et al., 2021) e dolori muscolari (43%). Questi sintomi, infatti, hanno una durata media tra i sei e i diciassette giorni, ma possono durare oltre i 28 giorni nel 14% delle persone ed essere concomitanti (tre o più sintomi) nel 38% delle persone.

Il Covid-19 è risaputo avere un forte impatto a livello polmonare e proprio questi sintomi a livello delle vie respiratorie sono associati con tempi prolungati per la piena ripresa dell’attività sportiva. Sono proprio i polmoni, secondo uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, 2020), gli organi più colpiti, con danni a livello polmonare nel 20% dei positivi e sintomi che durano spesso oltre i ventotto giorni. Il danno che si ha è dato da una risposta esagerata del sistema immunitario a livello degli alveoli, i quali vengono distrutti dal virus riducendo la capacità di respirare e causando tosse e febbre.

Purtroppo, non solo i polmoni, ma anche sistema cardiovascolare e sistema nervoso centrale e periferico, apparato muscolo-scheletrico, fegato e reni vengono colpiti nella fase acuta da Covid (Zhu et al., 2020), con possibili danni a livello del tessuto cardiaco. Infatti, è importante ricordare come la miocardite sia tra le cause principali di morte per ragioni cardiache in giovani atleti al di sotto dei 35 anni (Bohm et al., 2016).

Questi dati non vogliono creare allarmismo, ma rendere consapevoli in merito agli effetti a lungo termine legati al Covid-19, soprattutto per una ripresa dell’attività sportiva graduale e sicura. Infatti, un quarto degli sportivi intervistati (Hull et al., 2021), ad un mese dalla data di positività al Covid-19, non è tornato ai livelli di prima, con il 6% di loro ancora “limitati” dopo tre mesi.

Per questo, è importante fornire linee guida chiare, come per i protocolli nel Regno Unito (Elliott & Heron, 2020), dove è consigliato un periodo di almeno sette giorni di ritorno graduale agli allenamenti, ma che può arrivare fino a diciassette giorni per evitare rischi legati a esercizio fisico faticoso e possibili rischi a livello polmonare o di infiammazioni cardiache.

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