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Covid-19 & Sport

Approfondimenti sulle tappe consigliate

Covid-19 & Sport

Approfondimenti sulle tappe consigliate

Questo articolo prosegue il tema presentato nel numero del mese scorso, dove erano stati analizzati i principali sintomi da Covid-19 nelle persone praticanti sport, sia a livello amatoriale che professionistico. Dopo questa prima analisi, ci concentreremo sui diversi aspetti legati ad un ritorno sicuro alla pratica sportiva, analizzando nel dettaglio le diverse tappe consigliate e le tempistiche da seguire.

Un ottimo punto di partenza può essere quello di riprendere gli allenamenti in modo graduale per circa sette giorni, come consigliato da diversi protocolli Covid nel Regno Unito (Elliott & Heron, 2020), rimanendo coscienti del fatto che questo periodo di graduale ritorno all’attività sportiva può prolungarsi fino a circa venti giorni per minimizzare i rischi legati a possibili problematiche a livello sia polmonare che cardiaco. Tuttavia, anche se si parla in generale di persone risultate positive al Covid, è importante fare delle distinzioni (Corsini et al., 2020) quando si parla di ritorno all’attività sportiva. Come visto nell’articolo precedente, nella maggior parte degli sportivi i sintomi sono di bassa intensità, ma si possono identificare cinque gruppi principali:

  1. Persone con infiammazione delle vie respiratorie: mal di gola, perdita dell’olfatto o gusto, tosse e febbre;
  2. Persone con infiammazione delle vie respiratorie inferiori: difficoltà nel respirare, dolore al torace, tosse, febbre, respiro affannoso e/o sibilante;
  3. Persone con solo tosse: tosse come sintomo predominante senza respiro affannoso o altre problematiche respiratorie più gravi;
  4. Persone con problematiche gastrointestinali da Covid: diarrea, nausea, mal di pancia;
  5. Persone con sintomi non specifici: febbre, affaticamento, mal di testa, dolori muscolari e nessun sintomo respiratorio o gastrointestinale specifico.
    Questa divisione può aiutare a indirizzare i singoli pazienti verso percorsi di recupero più efficaci, sulla base dei sintomi sviluppati da ognuno, soprattutto per quantificare il ritorno alla pratica sportiva in modo sicuro. Ad ogni modo, la visita medico-sportiva è assolutamente necessaria con i test di spirometria (analisi della funzione polmonare) e di misurazione della saturazione dell’ossigeno (tra il 95 e il 98 per cento è considerato normale per la maggior parte degli individui sani), per valutare la capacità polmonare anche in termini di scambio gassoso, per capire se ci sono stati dei danni a livello dei polmoni e se quest’ultimi non riescono più a lavorare al pieno delle loro potenzialità, dando sintomi di stanchezza, “fame d’aria” e affaticamento precoce (Wang et al., 2020). Date le possibili problematiche a livello cardiaco, è consigliabile inoltre svolgere un elettrocardiogramma a riposo, anche in sportivi risultati positivi ma asintomatici. Questo esame va svolto anche sotto sforzo e, nel caso in cui risultino problemi a livello del miocardio, è vivamente consigliato svolgere esami più approfonditi (Halle et al., 2020).

L’aspetto polmonare e quello cardiaco vengono presi seriamente in considerazione perché la causa principale da morte per Covid-19 è un’infezione da virus della parte superiore delle vie respiratorie e del tratto gastrointestinale (Cooper, 2009), con casi di miocardite fulminate che hanno portato anche ad esiti fatali (Madjid et al., 2020). Tutti questi aspetti vanno tenuti a mente per decidere quali scelte fare.

Un gruppo di scienziati tedeschi (Bloch et al., 2020) ha cercato di sintetizzare i diversi protocolli da seguire. Nello specifico, essi tengono in considerazione la presenza o meno di sintomi, sia a livello polmonare (evitando allenamenti intensi per almeno quattro settimane) sia a livello cardiaco (astenendosi per circa tre mesi). Nel fortunato caso in cui non vi siano sintomi da Covid19, la ripresa dell’attività sportiva può avvenire gradualmente nel giro di due-quattro settimane. Tuttavia, va ribadito come una visita medico-sportiva sia necessaria, comprendendo un’attenta anamnesi che tenga conto dello stile di vita della persona, familiarità per determinate patologie (soprattutto cardiache) e descrizione del periodo post-positività. Questo primo esame deve essere accompagnato da attenti esami diagnostici che valutino, sia a riposo che sotto sforzo, i dati di saturazione dell’ossigeno, prestazioni a livello cardiaco (elettrocardiogramma) e a livello polmonare (scambio di ossigeno e anidride carbonica).

Questi protocolli possono risultare di grande utilità sia per il singolo paziente sia per i professionisti del settore, i quali possono valutare ogni situazione, guidando la persona verso un ritorno alla pratica motoria e promuovendo una nuova cultura del “ben-essere” in totale sicurezza e con consapevolezza.

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