51 anni dopo un ciottolo torna dal Brasile alla Val del Mis

simbolo della riscoperta di una storia di emigrazione

Era il 9 ottobre 1967, ovverosia 51 anni fa. Ero ospite di Alvise Caldart. Dopo aver cercato invano di rintracciare qualche parente Mioranza, Alvise decise di mostrarmi il luogo di partenza dei Mioranza dei Zech verso il Brasile. Per la prima volta entravo nella Valle del Mis.

In silenzio assoluto, guardavo quel lago che mi richiamava l’oceano Atlantico. Lo specchio d’acqua, nel soave rumore delle sue onde, sembrava sussurrarmi: “Nel profondo delle mie acque, conservo ancora il ricordo di Pietro Mioranza che ha lasciato questa mia culla per andarsene in America. E tu devi venire dall’America, poiché sento che nelle tue vene scorre il sangue di Pietro e in te è lui che torna da me. Me ne rallegro che gli sia andata bene a mio figlio Pietro. Ero preoccupato”.

Alvise mi osservava e mi lasciava immerso nei miei pensieri. Dopo aver guardato tutt’intorno per qualche minuto, i miei occhi si fissarono su di un punto preciso al margine del lago, e, quasi senza saperlo, ho incominciato a fare dei passi verso l’orlo dell’acqua. Qualcosa mi chiamava. Scendevo pian piano, le onde facevano rotolare verso di me una piccola cosa bella, bianca, rotonda, che sembrava guardarmi. Le onde la spingevano sempre più avanti. Ormai vicino, mi sono abbassato e l’ho raccolta. Era un ciottolo.

Alvise disse: “Che cosa fai? Lo butti?” – No, gli risposi neanche per sogno! Guarda che bello! Questo lo porto con me in Brasile, come simbolo di queste straordinarie e rocciose montagne, ma specialmente come oggetto di venerazione.

Osservavo che rotolava verso di me, come se volesse partire con me, certamente questo ciottolo ha una storia tutta sua e potrebbe avere tante storie da raccontarmi. Sono sicuro che Pietro Mioranza l’avrà accarezzato prima di andarsene da qui, forse l’avrà anche calpestato, ma senza rabbia o furia, forse anche calciato, ma solo per divertimento. Alvise Caldart, non ha detto parola. Sorrideva.

E questo ciottolo ha attraversato l’Atlantico in nave, come mio bisnonno, verso il Brasile nel 1973. E mi ha accompagnato per più di 50 anni. Non l’ho mai lavato, perché gli avevo promesso che solo le acque del Mis lo avrebbero baciato e avvolto un’altra volta. Forse avrà raccolto della polvere e delle magagne di terre brasiliane, ma avrà anche apprezzato le arie di quelle terre lontane. Ad ogni modo, non è giusto che continui a girovagare per il mondo. Dovrà tornare alla culla in cui è nato ed in cui ci rimase per migliaia o milioni di anni.

Ed è per questo motivo che devo restituirlo, anche per rispetto alla madre natura, al suo posto d’origine. L’ho sempre considerato come un mio talismano, forse egoisticamente, ma non è giusto che continui ad esserlo solo per me. Lui è Sospirolese, è della Valle del Mis, è del Pian dei Zech, e perciò deve essere rimpatriato. Certamente in fondo al Lago del Mis verrà purificato e dovrà vivere, accanto e insieme ai migliaia di suoi confratelli, rotolando in qua e in là, altri milioni di anni, e dovrà raccontare e ripetere a tutti loro per secoli e millenni la storia dei Mioranza che vivono in Brasile ma che sentono ancora un profondo attaccamento e amore per Sospirolo e per questa Valle del Mis.

La storia dei Mioranza

l'avventura continua...

Nel mese di dicembre sono stati ospiti a Sospirolo Ciro ed Enio Mioranza. Il 14 dicembre, nel corso della serata promossa dall’associazione “Amici di Flores da Cunha” e dal Comune, dal titolo “La storia di un gemellaggio. L’avventura continua…” è stato ricordato Valdecir Mioranza, cittadino onorario di Sospirolo e neo vincitore del premio “Bellunesi che hanno onorato la provincia di Belluno in Italia e nel Mondo”. Oltre alla storia personale di successo di Valdecir nel campo dell’imprenditoria, il figlio Enio e il fratello Ciro hanno rievocato il racconto della nascita del gemellaggio tra le città di Sospirolo e Flores da Cunha, che li ha visti protagonisti.

Enio oggi conduce con successo le aziende fondate da Valdecir, attività che vanno dalle coltivazioni d’uva alla produzione di vini e birre agli autotrasporti in tutto il Sud America; possiede inoltre un albergo ristorante che porta il nome “Val del Mis”.

Ciro è stato il principale artefice della ricostruzione del sodalizio; professore universitario e studioso della storia dell’emigrazione italiana verso il Brasile, autore di moltissimi libri, nel 1967 giunse a Roma per studiare e, su invito del padre Pedro Mioranza (Piero Zech), decise venire a Sospirolo per conoscere i luoghi da dove partirono i suoi antenati. Il documento a fianco racconta di quel viaggio e del ritorno, cinquant’anni dopo.

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