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Cosa vedere a Cesiomaggiore

oltre a Montagne

Cosa vedere a Cesiomaggiore

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I luoghi di interesse turistico e culturale in Comune di Cesiomaggiore sono molteplici e ben segnalati. Comprendono vari itinerari che si snodano lungo il percorso detto “dei due laghi”. Partendo dal Lago di Busche, che attinge alle acque del Piave, si giunge al Lago de La Stua in prossimità delle Vette.

Il lago di Busche
Il bacino artificiale creato con lo sbarramento del Piave venne ideato come serbatoio d’acqua per il Consorzio di Bonifica della Pianura. Si presta a momenti di vero relax in completa sicurezza. È frequentato da pescatori locali e da gruppi di naturalisti che vi osservano rare specie di uccelli migratori o stanziali; è utilizzato anche per regolare le piene del fiume.

La Val Canzoi
Iniziando dal Centro di Educazione Ambientale del Parco delle Dolomiti (in località Orsera) è possibile costeggiare l’interessante greto del torrente Caorame e raggiungere le zone adibite a pascolo, oppure raggiungere il suggestivo Lago della Stua e proseguire verso le Vette Dolomitiche. La Valle è teatro di vare gare podistiche di interesse regionale (tra cui la selvarega).

L’anello Montagne di mezzo
Il percorso silvo-pastorale ha una lunghezza di 16 chilometri e un dislivello di 1000 metri. Partendo dal municipio si sale in località Marianne e si imbocca un sentiero in salita. Giunti in quota si può godere di uno scenario suggestivo con magiche vedute sulle Prealpi e sul fiume Piave.

Il percorso delle Ville
I notabili feltrini realizzarono ben 18 edifici di pregio nel territorio di Cesiomaggiore prossimo alla loro città. L’edificio più famoso è Villa Tauro a Centenere che raccoglie opere d’arte e antiquariato e un antico cippo miliare romano (via Claudia Augusta). A Tussui sorge Villa Zugni, pregevole esempio di architettura nobile in un contesto rurale. A Marsiai, Cossalter e Tussui si trovano tracce di antichi castelli. Eleganti edifici padronali si trovano anche al centro dei borghi sparsi.

Due imperdibili Musei
Il Museo della Bicicletta possiede una delle raccolte più complete ed interessanti d’Italia ed è stato omaggiato da un passaggio del Giro. Dal “celerifero” in legno del 1791 alla prima bicicletta a pedali del 1870 fino ai fantastici bicicli di fine Ottocento, vi si conservano importanti esempi di velocipedi da lavoro (pompiere, gelataio, portalettere) fino a quelle di famosi campioni dello sport su due ruote.

Il Museo Etnografico conserva ed espone il patrimonio della civiltà rurale del bellunese. Organizzati in vari ambienti, vi si trovano gli strumenti utilizzati nei campi, nelle stalle, nei boschi. Si ammirano le pentole in rame e le stoviglie in terracotta proprie delle vecchie cucine e ornamenti, abiti, gioielli appartenenti alle balie da latte, storie di emigrazione e migliaia di foto e documenti sonori.

Murales a Soranzen
Nati con lo scopo di ricordare il pittore locale Romano Ocri e per avvicinare all’arte i ragazzi delle scuole primarie, sono il frutto di diversi laboratori artistici succedutisi nel corso degli anni. Realizzati con varie tecniche che spaziano dall’affresco al graffiato, dall’acrilico a secco al pannello in legno multistrato, costituiscono una vera e propria attrazione locale.

Il percorso delle chiesette
Alcune sorgono in luoghi suggestivi e impervi come quella dedicata a Sant’Agapito (862 m.) e quella di Sant’Eurosia vicino al corso del Caorame, altre lungo la Pedemontana. A Pez troviamo l’Oratorio della Visitazione conosciuto come la “Madonnetta”, datato 1665. Nella parte antica di Fianema sorge Santa Maria Immacolata, cappella gentilizia dei nobili Muffoni, a Pullir la chiesa di San Lorenzo con un gigantesco San Cristoforo sulla facciata. A Can la chiesa di Santa Lucia con pregevole facciata barocca. In Santa Maria Maggiore a Cesio notevoli il fonte battesimale con base gotica, una scultura lignea del Basarel e un confessionale della scuola del Brustolon.

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