Ricorre, il prossimo 25 ottobre, il decennale della rievocazione, svoltasi con successo a Sospirolo in quel di Pian della Rosta, di un’antica storia – un po’ leggenda, un po’ tradizione – che ci è stata tramandata da autori bellunesi e feltrini del calibro di Giorgio Piloni e Antonio Cambruzzi.
Si trattava della messa in scena di un episodio che vede Caio Giulio Cesare alle prese con un dilemma mica da poco: buttarsi o no, con tanto di cavallo e armatura, nelle acque del Cordevole in piena? Perché, comunque fosse, il torrente doveva essere attraversato…
Si svolgeva quell’anno – era il 2014 – una delle edizioni di successo di “Spettacoli di mistero”, rassegna regionale portata avanti ancora oggi dalla Pro loco “Monti del Sole”. Per l’occasione era stata coinvolta l’associazione “Liberi Cavalieri Valbelluna”, in veste di legionari romani, per una rievocazione intitolata Cor dubium habeo.
IL CONTESTO
“Il cavaliere che dall’alto di una scogliera si getta col suo destriero nel fiume in piena altri non è, secondo una tradizione locale, che il grande Caio Giulio Cesare. Al cavaliere sfugge un cor dubium habeo: ho il cuore dubbioso, sono in dubbio se lanciarmi o meno tra queste onde rapaci. […] Acque tanto minacciose da impensierire il condottiero vincitore di mille battaglie meritano un nome appropriato: Cor dubio (Piloni) o Cordubbio (Cambruzzi-Vecellio), da cui Cordevole.
Etimologia fantastica, come dimostrano gli studi di toponomastica, al pari dell’altra che farebbe derivare Cordevole da Cordova, villaggio o città, a seconda che si leggano le antiche cronache o si preferiscano le leggende […].”
Sulle ragioni del perché il conquistatore delle Gallie si trovasse in loco, sulla ripresa dell’aneddoto da parte di diversi autori, sui vari studi e interpretazioni circa l’origine del nome del Cordevole, come per la leggenda di Caprile e Plabea menzionata in seguito, si rimanda al volume “L’Oro di Cornia. La natura e gli uomini nel paesaggio della Masiere di Vedana”, edito dalla Pro loco “Monti del Sole”, uscito nel 2015 per i tipi della tipografia Piave, e in particolare al capitolo “Cornia nella leggenda” curato da Alba Barattin.
LA RICOSTRUZIONE DEL 2014
Si riporta di seguito il testo costruito dagli organizzatori (tra parentesi gli interpreti di allora) ai fini dello spettacolo.
LUOGOTENENTE DI CESARE (Pietro Bonenti):
Ave Cesare, morituri te salutant!
Salve genti di Cornia e Agrone, che gli dei vi siano favorevoli! Il nostro signore Giulio Cesare vincitore delle Gallie chiede di passare su queste terre che avete reso fertili con il vostro ingegno e la vostra quotidiana fatica.
CESARE (Tiziano De Toffol):
Amici, vengo in pace, perché sempre il popolo veneto è stato nostro alleato. Dunque, bene avete meritato di diventare cittadini di Roma. Non lo nascondo, aspiro ad essere console, già i magistrati del municipio di Feltria hanno ascoltato le mie ragioni e mi hanno offerto il loro appoggio.
1° CENTURIONE (Claudio Concato):
Andiamo signore, Cividal di Belluno ti aspetta tutta parata a festa… perché esiti sulla sponda del torrente?
CESARE (Tiziano De Toffol):
Cittadini e amici, queste acque mi atterriscono, corrono alte e veloci, l’altra riva è lontana, il mio cavallo è irrequieto, il mio cuore è pieno di dubbi.
2° CENTURIONE (Gianni Bonesso):
Cesare, non temere, segui con fiducia quelli di Cornia, loro conoscono bene questo torrente, esso è nato dall’amore ferito del satiro Caprile per la ninfa Plabea, figlia del Piave. Più avanti c’è un ponte piantato su solidi piloni e ancora l’acqua non l’ha trascinato via, il suo nome è Le Tappole… Andiamo, che il giorno inclina verso sera.
La celebre espressione “Ave Caesar, morituri te salutant!” è stata scelta ai soli fini dello spettacolo. Non esistono prove storiche che essa sia mai stata pronunciata né dai gladiatori prima dei combattimenti in arena, come si crede, né in altre circostanze.
Il nome Cordevole è in relazione con la voce preromana ‘crota’, col significato di croda, roccia. Un corso d’acqua, dunque, che scorre tra rocce o trascinando rocce.
IL RICORDO
Gli amici dell’associazione “Liberi cavalieri Valbelluna” desiderano ricordare con affetto Claudio Concato di Farra d’Alpago, prematuramente scomparso nel 2021, nel mese di ottobre, e mandano un affettuoso saluto alla moglie Alessandra e alle figlie Silvia e Valentina.