Tra promesse, giochi e vita all’aria aperta, la primavera degli scout Agesci della Valbelluna e del Bellunese è stata ricca di appuntamenti che hanno coinvolto centinaia di bambini, ragazzi e famiglie, all’insegna della condivisione, del servizio e della crescita personale.
Il Bivacco delle Promesse
Uno dei momenti più sentiti è stato il “Bivacco delle Promesse” del Reparto “Mel 1”, svoltosi tra Marcador e Carve. Undici tra Guide ed Esploratori (tra 11 e 16 anni) hanno pronunciato la Promessa scout, entrando ufficialmente nella comunità del reparto, che oggi conta 92 partecipanti. La preparazione è stata vissuta intensamente: dal lavoro di pulizia nel bosco insieme ai Rover e alle Scolte del Clan/Fuoco (i giovani scout dai 16 ai 22 anni), alla salita sul campanile di Carve, dove i ragazzi hanno ricevuto il testo della Promessa e della Legge scout. «Eravamo agitati, soprattutto quando siamo stati chiamati uno alla volta davanti a tutta la comunità», hanno raccontato i nuovi scout. «Ma ora ci sentiamo davvero parte di una grande famiglia».
La Promessa scout – «Con l’aiuto di Dio, prometto sul mio onore di fare del mio meglio…» – rappresenta l’impegno a servire gli altri, rispettare la Legge scout e contribuire a migliorare il mondo che ci circonda. Un messaggio che richiama le parole del fondatore del movimento, Robert Baden-Powell, quando invitava i giovani a «lasciare il mondo un po’ migliore di come l’avete trovato».
L’uscita di San Giorgio
Grande partecipazione anche per l’annuale uscita di San Giorgio degli Esploratori e delle Guide della Valbelluna. Quest’anno il tema scelto era quello dei pirati: i ragazzi hanno trasformato Libano in un immaginario porto corsaro, affrontando prove di logica, forza e creatività, pernottando in tenda a Pian dei Castaldi e vivendo due giornate di sfide e giochi. Determinante il supporto degli adulti del Masci, che hanno preparato la cena per tutti i partecipanti. Tra canti attorno al fuoco e attività di squadra, l’uscita si è conclusa con la proclamazione della squadriglia vincitrice: la “Rondine” del gruppo scout di Sedico.
La Caccia di Primavera
Nel frattempo, a Valle di Cadore, si è svolta la “Caccia di Primavera” dei Lupetti della Zona Agesci di Belluno, ospitata dal rinato gruppo scout del Cadore. I più piccoli hanno riscoperto i giochi di una volta grazie all’incontro con alcuni anziani del paese, che hanno mostrato come divertirsi utilizzando materiali semplici trovati in natura. Con filo di ferro, legno, tappi e carta di giornale, i bambini hanno costruito giochi tradizionali come «il feret, i bioldi, i bot» e il tiro ai barattoli, poi sperimentati insieme il giorno successivo.
La due giorni ha avuto anche un forte valore educativo grazie al progetto realizzato con la onlus bellunese “Insieme Si Può…” sul diritto all’istruzione nel mondo. I Lupetti più grandi hanno approfondito situazioni di paesi dove molti bambini, e in particolare le bambine, non possono frequentare la scuola, riflettendo sui propri privilegi e impegnandosi in piccole raccolte fondi solidali. «Ognuno ha fatto del suo meglio», sottolineano i capi scout, «e questo è il cuore del metodo scout».
Le attività si sono concluse con una grande Messa all’aperto insieme ai genitori e con il tradizionale cerchio finale, simbolo di fraternità e appartenenza. Dai Lupetti agli Esploratori, fino ai Rover e alle Scolte, lo scautismo bellunese continua così a offrire ai giovani occasioni concrete per crescere insieme, imparare il valore del servizio e costruire relazioni autentiche.