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Comunità Energetiche Rinnovabili

nuove prospettive per il territorio bellunese

Comunità Energetiche Rinnovabili

nuove prospettive per il territorio bellunese

Sono da alcuni giorni disponibili gli atti dell’importante convegno “Le comunità energetiche rinnovabili. Un’opportunità per il bellunese” organizzato nel luglio dello scorso anno dal Consorzio Bacino Imbrifero Montano (BIM) Piave in collaborazione con il Centro Studi Bellunesi. Il volume, in versione digitale, è pubblicato dalla casa editrice IPSOA Wolters Kluwer di Milano come supplemento alla rivista Ambiente & Sviluppo ed è stato curato da Flavio Battiston.

Un po’ di storia
I BIM vengono istituiti nel 1953 con la Legge 959. Il loro scopo è gestire il sovracanone idroelettrico, cioè una sorta di risarcimento per lo sfruttamento della risorsa acqua, per favorire lo sviluppo economico e sociale dei territori dei quali sono utilizzati i fiumi e i torrenti per la produzione di energia idroelettrica. Nel 1955 nasce il BIM Piave di Belluno, ente di secondo grado, i cui soci attualmente sono solo ed esclusivamente 60 comuni della provincia di Belluno. Oggi il BIM ha un ruolo più politico e di indirizzo e meno operativo e di gestione dei servizi. Nel frattempo, infatti, sono nate due società operative, BIM Belluno Infrastrutture spa e Gestione Servizi Pubblici (GSP), le braccia operative dei comuni al servizio degli utenti.

Il convegno e la pubblicazione
Il convegno di Longarone è una diretta emanazione del ruolo e del compito storico del BIM che da sempre si è occupato di energie rinnovabili. Negli anni scorsi la collaborazione tra comuni, Consorzio BIM e società dei comuni ha fatto sì che nel territorio bellunese si investisse in impianti di produzione di energia rinnovabile. Quando è stato varato il PNRR, si è presentata l’opportunità di costituire queste CER – Comunità Energetiche Rinnovabili, la cui caratteristica principale è di produrre energia elettrica che è consumata in loco. Il convegno di Longarone è stato utile per esaminare alcuni casi studio già operativi e capire le possibilità offerte dalle CER per il bellunese, territorio complesso e diversificato.

Il volume intende aprire la strada a nuove esperienze, andando ad approfondire gli aspetti giuridici della CER, ma anche le buone pratiche già avviate in altri territori e l’individuazione delle prospettive future e di possibili applicazioni per il contesto bellunese, già da tempo attivo nel rinnovabile e nell’idroelettrico. Le CER presentate sono quelle della Valle del Primiero, di Riccomassimo, anch’essa in Trentino, e di Mogliano Alpi in provincia di Cuneo.
Cosa sono le CER
Comunità Energetiche Rinnovabili
Per spiegare le CER è utile la metafora del condominio che produce in piena autonomia l’energia elettrica a favore di chi abita il condominio stesso. Questo condominio avrebbe tre vantaggi: la riduzione o comunque uno sconto in bolletta, agevolerebbe il sistema italiano soprattutto perché consuma in loco e quindi non impiega le reti e otterrebbe anche un’incentivazione da parte dello Stato sia per la produzione che per l’ottimizzazione nello sfruttamento delle reti. Sempre per utilizzare la metafora del condominio, gli inquilini devono decidere e trovare un accordo sul come investire gli introiti e i ritorni dei soldi che si risparmiano e si ottengono come benefici da parte dello Stato.

Visioni future
L’obiettivo principale e più immediato è di avere dei progetti pilota da mettere a disposizione dei comuni. Il focus delle CER in generale dovrebbe essere il fotovoltaico, fermo restando che per il Bellunese sarà fondamentale anche l’apporto dell’idroelettrico. Attualmente il BIM si muove su tre tipologie di progetti: il primo vede come soggetto unico delle CER il pubblico quindi i comuni, il secondo una collaborazione pubblico – privato, inteso quest’ultimo come famiglie o quartieri, cioè zone ristrette del territorio, il terzo prevede sempre una collaborazione pubblico – privato, ma in questo caso per privato si intendono più aziende o aree artigianali/industriali.

Per informazioni sulla pubblicazione, contattare il Consorzio BIM Piave Belluno ai recapiti disponibili sul sito web
www.consorziobimpiave.bl.it

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