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Ciclopedonale Villabruna Arson

un sogno nel cassetto...

Ciclopedonale Villabruna Arson

un sogno nel cassetto...
Ciclopedonale Villabruna Arson

Sono sempre i sogni a dare forma al mondo” canta Ligabue in uno dei suoi brani famosi, e proprio così vorrebbe che fosse anche Flavio, che vive ad Arson e che, forte del suo legame con il territorio, da tempo ha ipotizzato/sognato un percorso ciclopedonale da Villabruna ad Arson (poi magari da ampliare verso Feltre, come era alle origini) di circa 4 km.

Un percorso sulle tracce di quello che è stato utilizzato in epoche passate, rievocando tutto il suo carico di storia; infatti, su quel percorso sono passati gli eserciti romani e più recentemente truppe tedesche in ritirata sia nella prima che nella seconda guerra mondiale, e ora purtroppo non più accessibile né percorribile.

L’itinerario è stato utilizzato fino ai primi anni 60 come scorciatoia pedonale, in assenza di mezzi, per raggiungere Villabruna e, a seguire, Feltre. La prima opera da realizzare sarebbe la passerella sullo Stien, perché nei secoli il torrente è sempre stato attraversato solo a guado; ciò era anche una difesa da facili accessi al Castello di Lusa. Per noi, che adesso siamo abituati alle strade che portano ad Arson, è difficile immaginare la fatica di arrivarci guadando lo Stien in qualsiasi stagione. Il percorso nel suo primo stralcio è stato oggetto di uno studio di fattibilità, ma al momento ha subito uno stop in attesa di risolvere alcune questioni burocratiche.

Certo è che Flavio non demorde, continua ad incalzare perché lasciar perdere sarebbe un modo per togliere energia all’idea. Spesso la stampa e la televisione fanno dei bei servizi, evidenziando i vantaggi che portano anche ai piccoli paesi di montagna e alle cosiddette “aree interne” questo tipo di percorsi, che favoriscono la possibilità di muoversi in maniera lenta, prendendosi il tempo di ammirare le bellezze naturali, che in questo caso sarebbero davvero tante; basti pensare che siamo in zona ZPS (Protezione Speciale), ci sono tratti di paesaggio rurale tradizionale, un corso d’acqua decisamente suggestivo, dei boschi ricchi di flora e fauna, e storia da raccontare.

Spesso troviamo gruppi di persone che passeggiano o pedalano lungo la strada asfaltata in qualsiasi stagione per salire ad Arson, evidentemente l’interesse per la zona c’è e realizzare, sia a favore di un turismo “lento” e sostenibile, sia per chi vive nelle zone limitrofe, una valida alternativa all’asfalto, completandola di opportuna segnaletica e di adeguati pannelli informativi, darebbe all’area quel valore aggiunto di cui ci sarebbe grande necessità.

C’è stato negli ultimi anni un deciso salto culturale di molte persone nella ricerca di questi luoghi sia per le vacanze che per il tempo libero, indirizzandosi sempre di più verso il contatto con l’ambiente, con le bellezze naturali, con i piccoli abitati, entrando in relazione con le persone. C’è voglia di vivere un po’ più lentamente almeno per qualche periodo anche se breve. Riuscire a realizzare un tracciato dove percepire tutto questo è un sogno che deve uscire da quel cassetto dove lo spazio non basta più e deborda insieme al desiderio di avere nella nostra zona qualcosa di veramente speciale.

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