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Chiude dopo 70 anni la bottega di San Gregorio

La storica bottega di San Gregorio chiude il 30 aprile dopo 70 anni

Chiude dopo 70 anni la bottega di San Gregorio

La storica bottega di San Gregorio chiude il 30 aprile dopo 70 anni

Abbiamo scritto nel numero di febbraio, parlando del negozio di Villabruna di Ivana, di quanto siano importanti i negozi di prossimità nei piccoli paesini di montagna. Sono dei punti nevralgici che tengono legata la comunità, la fanno vivere e sopravvivere. Il negozio di vicinato, nei piccoli paesini, non vende solo pane e latte (anche se è di questo che si sostiene), ma offre servizi totalmente gratuiti come un sorriso, una buona parola, un consiglio specie alle persone anziane e sole; è un info-point per le associazioni, per iscrizioni alle gite e ad attività ricreative.

Purtroppo, come ben sappiamo, le attività economiche devono sostenersi, chi ha partita Iva deve avere il necessario per tenere aperto una attività. Se ciò non avviene, è logico che si chiuda. Così anche la storica attività della famiglia Dal Piva di San Gregorio il prossimo 30 aprile tirerà giù la serranda. Chiuso, e per sempre. È un danno collettivo, non solo per Ketty e la sua famiglia che dagli anni 50 gestiscono la bottega. È un danno irreversibile per il paese di San Gregorio nelle Alpi – centro civico del comune – che non ha più nessuna attività commerciale aperta se non la farmacia, l’ufficio postale e tre risto-bar. La banca non c’è più, l’edicola neppure, il panificio che faceva panettoni di incredibile bontà ha chiuso da qualche anno.

Quali responsabilità?

La responsabilità è sempre collettiva, nessuno escluso, influenzata da mille fattori diversi spesso di livello sovra territoriale, ma tutti riconducibili alla società composta da Noi. Desertificazione delle nascite? Invecchiamento della popolazione? Spopolamento della montagna che rotola a valle? Nuove comodità di fare acquisti in Internet? Mancanza di interventi strutturali da parte dello Stato a difesa delle aree deboli come la nostra? Tutte concause che portano alla inesorabile chiusura di questi negozi di paese.

La storia

Il nonno paterno Giovanni Dal Piva di Villa di Villa, frazione di Mel, negli anni 50, assieme alla moglie Ida Dal Col, rileva il forno di Angelo Castellan. Il figlio Mario con Norma Roni continua a panificare e poi negli anni 80 trasforma il forno in negozio di alimentari e continua a distribuire il pane nelle famiglie anche se non più di produzione propria.

Otto anni fa Ketty prende la licenza in prima persona e porta avanti l’attività di generi alimentari da sola. Ma, come abbiamo detto, non bastano buona volontà e passione per continuare.

Eppure Ketty, che è nata e cresciuta dentro questo ambiente, ce l’ha messa tutta, animata quasi da una “missione”: quella di continuare un’attività storica familiare, dare un servizio al suo paese, alla sua gente; anche promuovendo prodotti del territorio per valorizzare il locale o anche sostenendo messaggi “green” come la gestione della mescita di detersivi liquidi per abbattere l’uso dei flaconi usa e getta in plastica. Sotto l’aspetto sociale, la bottega è stata punto di riferimento per le attività ricreative del paese, non solo a beneficio delle associazioni per le quali lei si interessa in prima persona. Ketty ha svolto anche un prezioso servizio di distribuzione della rivista “il Veses” dopo la chiusura dell’edicola. Ora il giornale lo si potrà trovare all’Osteria Pizoc di Fabrizio Sogne.

Per tutto questo come Associazione Veses ringraziamo Ketty e la sua famiglia per il servizio che in questi lunghi 70 anni ha garantito.

Il coro ANA Adunata di Belluno celebra 25 anni, Ivana, 30 anni di sorrisi e servizi a Villabruna e US San Gregorio, 50 anni di storia e passione.

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