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Chiesurazza, la storia della scuola rurale

Dalla campagna alla scuola rurale, la memoria di Chiesurazza rivive

Chiesurazza, la storia della scuola rurale

Dalla campagna alla scuola rurale, la memoria di Chiesurazza rivive

Il termine Chiesurazza (Zesuràza) che dà il nome alla località deriva da cesùra: in dialetto significa un bellissimo terreno agricolo soleggiato con numerosissimi frutteti di tutte le specie di mele locali, tra i quali il pom de la rosetta e il pom rùden. Non venivano coltivate solo mele ma anche cachi, le pere (come i per spadon e i per del diàul) in una vasta campagna che arrivava fino ai piedi del Bosco delle castagne. Rispetto alla strada, il terreno verso il bosco veniva coltivato in questo modo producendo copiosa frutta e più in alto, perché più esposte al sole, c’erano le vigne di varie qualità di uva come le classiche uva americana, uva fragola, bacò e Clinto. Dalla parte opposta della strada, verso la torbiera, c’erano numerosi campi di patate, granoturco e fagioli.

La scuola rurale di Chiesurazza

La scuola, intitolata a Girolamo Segato, fa parte dei fabbricati scolastici rurali voluti dall’allora sindaco Vittorio Zanon nel 1907 ma realizzati all’inizio del 1913. I fabbricati erano posizionati a metà strada tra una frazione e l’altra per permettere a tutti di poter imparare a leggere e scrivere.
La scuola, oltre i bambini di Chiesurazza e Col di Piana, ospitava anche quelli provenienti dalle frazioni vicine di Antole e Sois. Significativa è una fotografia storica, scattata il 29 marzo 1932 dal fotografo Domenico Canzan di Libano nel cortile della scuola. Erano le ultime settimane prima delle vacanze estive, e il tempo clemente della primavera consentiva di fare attività fisica, assai incoraggiata dal regime, per fortificare il corpo tra una lezione e l’altra. Alunni e alunne, rigorosamente in divisa da balilla i maschi e col grembiule bianco le femmine, eseguono gli esercizi sotto l’attento occhio dell’istruttore che si scorge sulla destra.

La vita scolastica tra storia e cambiamenti

In una foto d’archivio successiva, scattata in occasione dell’ultimo giorno di scuola (siamo negli anni tra 1946 e 1956), che ritrae insegnanti e alunni delle classi terza quarta e quinta, si può notare che le bambine sono in numero maggiore rispetto ai maschi. A quei tempi, gli alunni di sesso maschile, infatti, lasciavano la scuola prima delle loro coetanee per essere impiegati in età precoce nel mondo del lavoro.
Fino al 1968, alcune sezioni “pluriclasse” della scuola elementare trovavano posto in un edificio poco distante, lungo l’attuale via Agordo, perché non c’erano aule per tutti gli alunni. Con la costruzione delle scuole di Mussoi, tale sistemazione provvisoria venne chiusa e trasferita tutta nella sede storica e in parte in quella nuova. Si ricordano alcuni maestri e maestre che qui hanno insegnato: Armida Bertotti, Danilo Bortot, Livia Da Ponte, Antonino Isgrò.

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