800 038 499

Numero Verde gratuito

Email

info@ilveses.com

Che ne sarà dell’incrocio di Villapiana?

l'acceso dibattito tra le esigenze del paese e quelle della viabilità

Che ne sarà dell’incrocio di Villapiana?

l'acceso dibattito tra le esigenze del paese e quelle della viabilità

Un incrocio che è ogni anno teatro di numerosi incidenti stradali e una progettualità a detta degli abitanti poco chiara. Oggetto della disputa è il pericoloso nodo viario – che tutti i bellunesi conoscono – in località Villapiana a Lentiai, importante svincolo e punto di passaggio nei pressi della diga di Busche, che collega Belluno, Feltre e Quero-Vas fino alla provincia di Treviso. Una progettualità che è in ballo da tempo, con l’obiettivo di risolvere la pericolosità dell’area in questione, ma che non ha ancora ricevuto il benestare di tutti gli attori del territorio.

Sono tre le criticità dell’incrocio. A partire dalla via che taglia perpendicolarmente la strada in direzione Belluno-Quero, la più pericolosa, dove le macchine arrivano da entrambi i sensi ad alta velocità e la visibilità è scarsa. Il secondo punto problematico è quello in direzione Feltre, dove spesso le vetture che arrivano da Quero-Vas non rispettano lo stop. La terza e ultima criticità è l’incrocio a raso che presenta un pericolo di collisione per chi arriva da Feltre verso Lentiai e incontra chi si muove in direzione Quero-Vas.

I fatti
Durante la precedente amministrazione Vello – quando ancora il Comune di Lentiai era un’entità a sé – la ditta Unicomm (titolare del complesso Guarnier che si affaccia su uno di questi incroci) aveva proposto la realizzazione a proprie spese di una piccola rotatoria per favorire l’ingresso al proprio fabbricato, oggetto di richiesta di ampliamento per l’apertura di un ipermercato. L’amministrazione, approfittando del progetto e con il benestare e la partecipazione di Regione, Veneto Strade e Provincia, aveva aggiunto un secondo progetto di rotatoria più grande nel punto di maggiore rischio – l’incrocio di Cesana – che avrebbe favorito il raccordo con la superstrada Lentiai-Bardies che passa accanto al paese di Lentiai, sbloccando gli incroci e lasciando il grande traffico fuori dal paese. Ad oggi non è ancora chiaro se la ditta Unicomm possa procedere alla realizzazione di una più dimensionata rotatoria in attesa dell’ingrandimento della stessa con soldi pubblici.

L’attuale amministrazione intende iniziare i lavori con l’attuazione di un’unica rotatoria provvisoria, funzionale allo sblocco della concessione edilizia per la realizzazione dell’ipermercato, più piccola e che rispetta a grandi linee quanto definito nel progetto originale, che provvederà a sistemare solo il primo incrocio a raso per chi proviene da Quero-Vas. Seguirà la realizzazione del nuovo progetto che prevede una rotatoria enorme con un raggio di oltre 80 metri.

Il punto di vista dell’amministrazione
«L’unico obiettivo di questa amministrazione – afferma il Sindaco Stefano Cesa in una dichiarazione – è di risolvere le criticità presenti nel complesso nodo viabile di Molin Novo attraverso la messa in sicurezza di tutte le intersezioni oggi pericolose e oggetto di numerosi incidenti, in particolare gli innesti delle strade comunali provenienti dai centri abitati di Villapiana, Ronchena e Cesana con la strada provinciale. Per poter far questo, serve un intervento propedeutico e risolutivo sulla viabilità provinciale, come quello proposto e condiviso dalla Provincia e da Veneto Strade.»

Il punto di vista del precedente Sindaco
Sulla questione è più volte intervenuto l’ex Sindaco di Lentiai Armando Vello, oggi consigliere, il quale ha già in passato cercato di favorire incontri con la cittadinanza. «Sono assolutamente contrario per varie ragioni – afferma Vello -, ma su tutto, il massacro di un’area anche se non di pregio, senza alcun rispetto per il territorio e senza nessun senso ecologico. Un’opera faraonica con sottopassi, cemento, asfalto in una provincia già disastrata come territorio, tutto in nome della sicurezza, quando si potrebbero ottenere gli stessi risultati con minor spesa pubblica e soprattutto con un’eventuale futura tangenziale che potrebbe ricongiungersi all’attuale restando fuori e non dentro il paese.»
Il punto di vista dei cittadini
Il progetto della maxi-rotatoria e le sue peripezie sono motivo di forte preoccupazione per i cittadini della zona: non è chiaro lo sviluppo complessivo del progetto, ma soprattutto i lavori non prevedono la chiusura del tratto di strada che è dimostrato essere il più pericoloso. Al contrario, il rischio risulterebbe incrementato visto l’aumento del traffico proprio nel punto incriminato. «Inizialmente ci si era basati su una progettazione più funzionale, in quanto avrebbe permesso di risolvere le criticità emerse, senza stravolgere le caratteristiche dell’ambiente. Le strade sono necessarie e lo saranno anche in futuro, ma la viabilità va semplificata e resa più efficiente, senza aggiungere strade su strade, ma pianificando meglio la distribuzione di quelle esistenti, eventualmente dismettendo quelle non più necessarie o pericolose» spiega il geometra Oliviero Rosson.

È vero che, come l’amministrazione sostiene, le rotatorie previste nel primo progetto sono piccole per la normativa attuale, ma con le misure previste dal nuovo progetto la strada passerebbe a circa 3 metri dalle abitazioni, quando la tollerabilità urbanistica dovrebbe essere di 30 metri. Le auto si troverebbero in fase di accelerazione in uscita dalla rotatoria proprio sotto le finestre di chi oggi gode di una casa tranquilla. Al di là dell’inquinamento acustico provocato dai motori delle auto, anche l’inquinamento luminoso rappresenta una criticità se non adeguatamente gestito. Ne consegue una svalutazione degli abitati, un dramma per chi sta ancora pagando il mutuo di una casa edificata in mezzo al verde e rischia di trovarsi ad abitare in mezzo a una rotatoria con un conseguente abbassamento della qualità della vita, senza la previsione di alcun indennizzo.

Sono due le principali richieste avanzate. La prima è che ci si fermi alla rotatoria più piccola, come da progetto provvisorio, la quale non danneggia la struttura e la vivibilità del paese. La seconda riguarda la necessità di chiarezza e trasparenza su quelle che sono le intenzioni finali, ad oggi non condivise con la popolazione, la quale percepisce una visione più grande a monte, ma soprattutto l’organizzazione di momenti di confronto con la cittadinanza. Il dubbio – e il timore – è che gli stravolgimenti dell’area non si fermino a questo.

Il punto di vista del Gruppo Natura Lentiai
«Da un lato abbiamo bisogno di cominciare a pensare seriamente alla popolazione più anziana e vulnerabile, questo vuol dire rivitalizzare i borghi e le loro piazze. Dall’altro lato, vista l’attuale congiuntura economica, dobbiamo avere un occhio di riguardo per gli esercizi di vicinato che presidiano i paesi e permettono una minor mobilità e un accesso più comodo ai servizi minimi e indispensabili, soprattutto per la popolazione più sensibile. Perciò l’abbinamento rotatoria, per di più provvisoria, e mega superficie commerciale, sicuramente non fa rima con servizi alla popolazione, sviluppo economico, tanto meno sostenibile, né con sicurezza stradale» spiega il GNL, che teme di vedere il centro del paese trasformarsi in una frazione svuotata del suo cuore pulsante, con negozi e spazi chiusi.

Il Gruppo chiede una revisione complessiva del progetto con la riduzione delle dimensioni della futura rotatoria, un inserimento ambientale più mirato con l’installazione di barriere fonoassorbenti attualmente non previste e asfalto fonoassorbente di ultima generazione, la piantumazione di alberi e l’utilizzo di illuminazione solo in area rotatoria.

Galleria Immagini

Acegli l’area tematica che più ti interessa oppure clicca sulla casa per ritornare alla Pagina Principale del sito.