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Cent’anni per la Parrocchia di Pez

dalle difficoltà del 1922 alla grande comunità di oggi

Cent’anni per la Parrocchia di Pez

dalle difficoltà del 1922 alla grande comunità di oggi

La parrocchia di Pez ha festeggiato i propri cent’anni di storia. E lo ha fatto attraverso una cerimonia religiosa officiata dal vescovo don Renato Marangoni. Ma non solo: oltre al conviviale rinfresco offerto ai sacerdoti presenti e alla comunità che non ha voluto mancare a questo speciale compleanno, su intuizione di don Claudio Centa, è stato posto a dimora nel piccolo parco giochi accanto al campo sportivo un… “pez”.

Andiamo comunque con ordine. Era il primo novembre 1922 quando monsignor Giosuè Cattarossi, vescovo di Feltre e di Belluno, promulgò il decreto di erezione della parrocchia di Pez. Il primo parroco venne nominato il 28 novembre ed era don Pasquale Tizian, 25enne da San Donato di Lamon, divenuto prete da appena un anno. La nascita della parrocchia di Pez non fu bene accolta dagli abitanti della frazione di Anzaven che la vivevano come un’umiliazione. Per un certo tempo essi continuarono così a portare a spalle i loro morti fino a Cesio, allo scopo di celebrare i funerali nella vecchia parrocchia di appartenenza. Il vescovo intervenne ad intimare all’arciprete di Cesio di non assecondare tale ammutinamento.

Cent’anni dopo, e propri nei giorni in cui le parrocchie di Pez e Cesiomaggiore-Soranzen si sono riavvicinate allo scopo di unire i servizi, specie dopo la morte di don Samuel Gallardo, è stata celebrata la messa dal vescovo, assieme all’attuale parroco don Claudio e ad Enrico Zasio, unico sacerdote vivente della parrocchia e peraltro più anziano in diocesi con 93 anni di età e 69 di ordinazione. Di fronte alla vasta platea di fedeli, non potevano poi mancare alcuni degli ex parroci succedutisi nel corso degli anni, mentre in rappresentanza dell’amministrazione comunale c’era il vicesindaco Martina Stach.

Al termine della cerimonia, ha poi avuto luogo un curioso siparietto. Don Claudio aveva sottolineato infatti ad alcuni abitanti del paese che al centro di Pez non vi fosse nemmeno una pianta da cui il paese trae nome. Per l’occasione è stato così messo così a dimora un abete, o appunto “pez” per dirla in dialetto. Il valente giardiniere Luigi Vignaga ha consigliato l’acquisto di un abete del Caucaso, pianta con i rami molto fitti e di una bella tonalità di verde. L’albero è stato piantato davanti alla chiesa, a pochi passi dal campo sportivo. La realizzazione di tale progetto è costata 485 euro, comprensivo di acquisto e trasporto della pianta, realizzazione della targa commemorativa e del supporto metallico. Una spesa sostenuta attraverso un vero e proprio azionariato popolare.

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