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Carve, un borgo da scoprire

Carve, un borgo da scoprire

Questo mese in copertina, tramite alcuni componenti del gruppo “La Meridiana”, abbiamo parlato del territorio di Mel di Borgo Valbelluna. Sempre nell’ex comune di Mel si trova uno dei gioielli paesaggistici della nostra provincia, il piccolo borgo di Carve, situato a circa 500 mslm; proprio questo permette di avere da qui un’ampia visuale sulla Valbelluna.

Al centro del paese si trova la chiesa, dedicata a San Donnino Martire, ricostruita ad inizio del secolo scorso. Al suo fianco si erge il campanile, che è stato costruito tra il 1912 e il 1916 ed è alto circa 41 metri. Nel corso degli ultimi anni l’interno del campanile era stato trascurato e l’accesso e la salita fino alle campane era diventato pericoloso. Nel 2018 un gruppo di giovani volenterosi del paese ha deciso di ricostruire le scale interne, dando la possibilità a tutti di poter ammirare di nuovo l’interno del campanile e salire fino alla cima, da dove si può godere di una meravigliosa vista.

Gli Scampanadi, così si fa chiamare il gruppo di giovani volontari, hanno reso possibile la manutenzione degli interni del campanile della chiesa e hanno ridato vita ad un’antica tradizione: il “campanò”. Infatti, in occasione delle festività più importanti, suonano le campane secondo alcune melodie tradizionali, come si usava fare un tempo. A pochi metri dalla chiesa è situato un monumento in memoria ai caduti della Prima guerra mondiale, inaugurato nel 1920 e poi restaurato nel 2004. Nella parte alta del Paese si trova invece una bella fontana, che è diventata punto di ritrovo negli ultimi anni, dopo che l’area è stata sistemata nei primi anni 2000.
Camminando lungo le vie del paese si possono anche scorgere alcuni murales sulle pareti delle abitazioni. A partire dal 2018 l’associazione “Carve Viva” ha lanciato l’iniziativa, incoraggiando i paesani ad ospitare un murale sulle pareti di casa propria. Quelli realizzati finora hanno soggetti e stili diversi e sono stati realizzati dagli artisti locali. Il più grande si trova sulla parete dell’ex-canonica e rappresenta proprio la storia della costruzione della chiesa e del campanile.

Tra gli anni 60 e 70 del secolo scorso a Carve si potevano trovare ben tre negozi di generi alimentari, un panificio, quattro bar, una sartoria, un negozio di abbigliamento, un negozio di calzature, una latteria, un negozio di ferramenta con annessa pompa di benzina. Per un breve periodo c’è stata la presenza anche di un ambulatorio con un medico di base.

A causa del cambiamento delle abitudini, di una maggiore industrializzazione e dello spostamento sempre più significativo verso i centri urbani, il paese ha registrato un graduale calo dei servizi. I commercianti hanno dovuto abbandonare la loro attività a causa della concorrenza dei supermercati e a causa del crescente spopolamento. L’unica attività sopravvissuta, ancora oggi presente in paese, è lo storico panificio Comiotto.

Fino allo scorso anno a Carve c’era anche la scuola elementare, da quest’anno però è stata chiusa, così da convogliare tutti i bambini e ragazzi presso il plesso scolastico di Mel. A Carve rimane ancora attiva la scuola dell’infanzia.

Per fortuna alcuni giovani coraggiosi credono ancora nelle potenzialità dei piccoli borghi e uno di questi è Davide Isotton, che ha deciso di aprire quest’anno un “affittacamere” proprio a Carve, nel suo paese di origine, ma diverse sono anche le attività di Bed&Breakfast in zona che registrano diversi pernottamenti.

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