Il toponimo deriva dal personale latino Carminius, influente personaggio all’epoca dei Romani. A Belluno infatti è conservata la base per una statua onoraria, rinvenuta nel 1970 in città presso Porta Dante, databile all’inizio del III secolo dopo Cristo, la cui iscrizione celebra i meriti di Marco Carminio Pudente, cittadino bellunese patrono dei dendrofori, ossia dei trasportatori di alberi sul Piave. Curiosità storica: proprio due zattieri originari di Carmegn (Zanicolo de Tomasin e Francesco Locho) il 3 giugno 1492 erano presenti nella chiesa di San Nicolò a Borgo Piave per approvare lo statuto del navegàr per la Piave della Scuola (confraternita, associazione) di San Nicolò, di cui facevano parte.
La chiesa di Carmegn
Per secoli Carmegn e la sua chiesa furono compresi nella parrocchia di Sedico, mentre solo da alcuni decenni fanno parte della parrocchia di Bes. Sicuramente già dall’alto medioevo esisteva un luogo di culto, se la prima intitolazione della chiesa a Sant’Ominino fa ipotizzare allo studioso Marco Perale un vescovo vissuto tra il IV e il VII secolo e sepolto a Carmegn, in quanto fuggiasco perché perseguitato. Il fatto che tale Santo risulti sconosciuto anche ai compilatori della Bibliotheca Sanctorum (vastissima enciclopedia dei santi di tutto il mondo) rende possibile tale ipotesi. Nell’antica pala dell’altare (da anni sostituita) è dipinta la Madonna in trono che guarda Sant’Antonio e Sant’Ominino. Nell’attuale pala, con una cornice lignea di buona fattura, è raffigurata la Madonna che guarda Sant’Antonio Abate e San Floriano.
La scuola di Carmegn
Da un vecchio registro, conservato nell’archivio della Direzione Didattica di Sedico, veniamo a sapere che a Carmegn esisteva, già nell’anno scolastico 1914/15, la scuola elementare con le classi dalla prima alla terza affidate a un’unica insegnante. La scuola aveva un’unica aula, sicuramente malsana a causa di una parete in comune con una stalla e di un letamaio molto vicino.
Nel 1920/21 vi insegnò per la prima volta la maestra Zoe Mellame Mancuso che poi continuò per molti anni (anche con 47 bambini). Dall’A.S. 1936/37 fu istituita anche la quarta sempre con un’unica insegnante. Le lezioni avvenivano in due turni: le prime due classi al mattino, le altre al pomeriggio.
Durante il periodo fascista furono istituite, con una frequenza notevole, anche la scuola serale per i maschi (in 39 il primo anno) e quella festiva per le donne e ragazze (in 37 il primo anno). Probabilmente fu il marito della maestra (Peppino Mancuso), un buon uomo che vediamo nelle foto in divisa fascista, a darsi da fare per la zona di Carmegn (dopolavoro e scuole per adulti finanziati dal regime).
Frequentavano quelle scuole anche alunni provenienti da Cugnach, Col del Vin, Bes, Prapavei, Boscon. In gran parte erano figli di contadini e di braccianti.
Il dopolavoro a Carmegn
Nel 1935, in piena epoca fascista, anche a Carmegn fu organizzato il dopolavoro: la gente del posto, con l’opera volontaria di tanti, eresse il fabbricato che ne divenne la sede sociale. Si costituì pure un gruppo folcloristico. All’inaugurazione, avvenuta all’inizio del 1936, fu invitato anche il gerarca Achille Starace, all’epoca segretario del Partito Nazionale Fascista.