Era sabato 29 novembre quando Cinzia Pison, docente della Scuola primaria di Lentiai da decenni, stimata e apprezzata da generazioni di alunni e dall’intera comunità, è stata colta da un malessere improvviso e, dopo poche ore, è venuta a mancare a soli 56 anni.
La maestra Cinzia così resterà per sempre nel ricordo dei suoi alunni, se n’è andata in silenzio, lasciando tutti – per primi i suoi figli e i familiari – impreparati e attoniti, immersi in un dolore incredulo.
Nei giorni successivi alla sua scomparsa, in molti hanno voluto ricordarne la disponibilità, la pacatezza, la presenza amichevole e sempre vicina, capace di trasmettere serenità e fiducia.
All’estremo saluto, svoltosi a Polpet, paese di cui era originaria, hanno partecipato numerosi amici e conoscenti, la comunità di Lentiai, i suoi alunni e le colleghe insegnanti, a testimonianza dell’affetto e della stima che la circondavano.
Le voci di alunni ed ex alunni ne hanno sottolineato le grandi qualità umane e la capacità di instaurare relazioni spontanee e sincere.
Il ricordo degli ex alunni della Secondaria
Gli ex alunni, ora in classe 3ª della Secondaria di Lentiai, la ricordano così: Cara maestra Cinzia, per noi sei stata come una mamma: ci hai saputo coccolare, confortare, far sorridere. Non ti dimenticheremo mai. Ci ricorderemo per sempre quando la mattina entravi in classe con il caffè e ce lo facevi annusare perché dicevi che aiutava a svegliarci; quando in palestra ci facevi sdraiare per terra, chiudere gli occhi e immaginare luoghi lontani e fantastici; quando, nel periodo del Covid, ci hai saputo sostenere e ci hai fatto sentire vicini anche da lontano. […] Non ti vedremo più, ma il tuo sorriso e la tua gioia rimarranno in noi e nella scuola. Grazie maestra, per sempre nei nostri cuori.
Le parole degli alunni di classe 5ª
Queste, invece, le parole degli alunni di classe 5ª, con i quali era stata per l’ultima volta venerdì 28: Cara maestra Cinzia, ci manchi così tanto che non riusciamo a concentrarci […] Avevi inventato un cartello immaginario per quando qualcuno di noi parlava troppo, con scritto: ‘In questa classe non ci sono solo io’ oppure ‘In questa scuola non ci siamo solo noi’. Quando non eravamo attenti ci dicevi: ‘Buongiorno principino’… Eri capace di dirci le cose, anche i rimproveri, in modo simpatico, senza mai farci sentire male. Anche in questi giorni ci è venuto in mente cosa avresti detto, cosa avresti fatto, come sarebbe averti qui con noi… […] Abbiamo pensato di fare una scatola dei ricordi per non dimenticarti mai. Ti vogliamo bene, grazie di tutto.
Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace, questa la preghiera di San Francesco D’Assisi a cui la maestra Cinzia si ispirava e che ha saputo tradurre ogni giorno nel suo modo di insegnare, di ascoltare, di educare. Per saperne di più su altre figure della scuola, leggi La scuola alle Ronce nel 1956: la maestra Galletto e Belluno ricorda Alessandra Rotelli, la Gnagna.