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CAN

piccolo borgo d'altri tempi

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piccolo borgo d'altri tempi

Stavolta vi proponiamo un percorso breve ma ricco di storia e di valenza architettonica di un piccolo borgo di Cesiomaggiore, Can, le cui tracce storiche sono quasi dimenticate. Ma è sufficiente inoltrarsi in via Can, dal campanile verso l’interno antico del paese, per percepire i segni evidenti di un passato importante.

Arrivati al campanile più noto del comune, per il fatto di trovarsi in mezzo ad un incrocio, ci si inoltra nella parte antica del paese seguendo la via Can, denominata così perché un tempo era la via principale che collegava il paese alle frazioni di Menin e di Cesiominore. All’inizio, sulla facciata di una delle prime case incontrate, si può notare un affresco raffigurante una nonna dei vecchi tempi che sembra voler quasi custodire la via. L’affresco, realizzato a suo tempo dallo scrivente su incarico di Graziano de Bastiani, ha un valore affettivo in quanto il nipote desiderava immortalare il ricordo della nonna che era vissuta in quella casa. Proseguendo per la via, si può percepire come il borgo rurale costruito a suo tempo lungo la strada presenti un aspetto architettonico di una certa valenza storica, intravvedendo peraltro la parte retrostante della villa Mauro. Poco più avanti si scopre un ingresso importante alla villa, costruita nel XVIII secolo dalla famiglia Mauro, quest’ultima presente nel territorio fin dal Seicento. Sulla corte antistante posta a Sud spicca la facciata di pregio della villa, che domina la vallata verso Menin, con assoluta padronanza di forme e pregi architettonici tipici delle facciate delle ville venete del Settecento; in questo caso sembra manchi la pretesa di trovarsi in bella vista, anzi rimane quasi nascosta dal passaggio dei viandanti.
La villa è stata peraltro sapientemente ristrutturata e restaurata dall’attuale proprietario Marin, al quale vanno i meriti di aver investito nel recupero di un immobile di pregio del territorio.

Proseguendo il percorso si vede una sequenza di fabbricati rurali, i quali, delimitando la strada, creano un gioco di volumi di carattere medioevale intercalati da archi e corti interne interessanti, anche se talvolta in stato di abbandono.

Seguendo la strada si arriva alla fine di questa sequenza di edifici rurali, i quali nel tempo hanno perso la loro connotazione rurale per diventare talvolta delle esclusive e particolari abitazioni; all’improvviso si scopre che la strada termina apparentemente sulla campagna, offrendo un’esclusiva veduta panoramica verso Sud-ovest sulla Val Belluna, in particolare sulle frazioni di Menin e Cossalter.

Da questo punto la strada ,che sembra interrotta, lascia intravedere una continuità di tracciato verso la campagna che nel tempo ha perso la sua importanza. In realtà questa traccia di vecchio percorso risulta essere la strada che un tempo collegava il borgo rurale di Can con quello di Menin ed era la strada principale di collegamento che nel tempo, a causa di nuove viabilità, è andata scomparendo. Per questo motivo, infatti, ritrova un ruolo importante la posizione della Villa Mauro, la cui facciata risultava imponente per chi percorreva la strada da Sud verso Can.

Ritornando verso la provinciale, si rivede il percorso con una nuova sequenza di forme e tipologie architettoniche rimaste a testimonianza di un tempo storico importante, purtroppo non sempre mantenute integre e ristrutturate ma sempre particolarmente interessanti, e si arriva proprio di fronte alla chiesetta di S. Lucia, la cui facciata e campanile si presentano come un piccolo gioiellino architettonico che, purtroppo, non si riesce a notare passando con l’auto.

Concludo invitando ancora una volta i lettori a recarsi in questo piccolo borgo rurale di Cesiomaggiore per fare questo percorso rigorosamente a piedi in modo da assaporare queste testimonianze vere di storia semplice ma vera.

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