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Cameriere a Zurigo, Manchester e nel mondo

le avventure di Pietro Dal Pont da Roe Alte

Cameriere a Zurigo, Manchester e nel mondo

le avventure di Pietro Dal Pont da Roe Alte

Novant’anni e una bella storia da raccontare. È quella di Nonno Piero, all’anagrafe Pietro Dal Pont (ma lui preferisce farsi chiamare “Piero”), nato a Roe Alte il 6 maggio del 1935, quarto di otto fratelli.

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Il lavoro giovanile
Al termine della guerra, a poco più di dieci anni, inizia subito a lavorare duramente come fornaio, inizialmente a Roe, poi in Piazza Duomo a Belluno e infine a Sois. In seguito, lavora anche un periodo come muratore per la costruzione della casa di riposo di Sedico.

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La carriera da cameriere
Spinto da necessità economiche, Piero mette in gioco il suo spirito d’avventura e parte per la Svizzera, dove farà la sua prima esperienza come cameriere. Successivamente torna a Belluno, dove frequenta la scuola per camerieri presso l’Hotel Cappello, per poi lavorare un periodo a Sella di Fadalto, presso l’Hotel Posta, e a Pieve di Cadore, presso l’Albergo Progresso.

Nonno Piero
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I viaggi
Quando si presenta l’opportunità, si lancia nella sua prima avventura in Germania, che durerà dieci mesi, dove lavorerà sempre come cameriere. Si sposta poi a Zurigo dove lavora in vari bar, fino ad approdare al tutt’oggi prestigioso Hotel Savoy. Qui si cimenta in un nuovo mestiere, ossia il receptionist dei vari piani della struttura, imparando da autodidatta le basi delle varie lingue essenziali per quel mestiere. Di questo periodo ha un bel ricordo, infatti racconta sempre ai famigliari: «Me piasea tanto laorar ai piani!».

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Resterà in questa struttura per ben 14 mesi per poi fare ritorno nel Bellunese, questa volta improvvisandosi barman al Casinò di Pieve di Cadore. In seguito, ritorna un periodo in Svizzera, per poi trasferirsi in Inghilterra, a Manchester. Di questa esperienza racconta sempre che, dopo un lungo viaggio, è arrivato in una giornata molto piovosa, senza conoscere nessuno, e si è trovato davanti un piatto di minestra scialba, ben lontano dai buoni sapori casalinghi; se ne lamenta ad alta voce, naturalmente usando il nostro dialetto bellunese.

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In questa circostanza poco allettante, all’improvviso si trova davanti un ragazzo che – gli sembrava una visione – avendo sentito la parlata veneta gli rivolge la parola; i due scoprono così di essere conterranei, l’uno di Sedico e l’altro di Alleghe. Anche se poi le loro strade si sono divise, avevano legato molto, continuando a vedersi ogni qualvolta si presentasse l’occasione.

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L’ultima tappa di questa fase della sua vita è al Grand Hotel di Venezia; dopo un po’, però, si è trovato fronte alla scelta tra continuare la vita da emigrante nei vari Hotel d’Europa e utilizzare i risparmi per tornare a casa, così decide per la seconda.

Il ritorno
Tornato dai vari viaggi, conosce la futura moglie Clara, che sposerà il 2 gennaio del ’65; quest’anno avrebbero celebrato i 60 anni di matrimonio e tutti i famigliari la ricordano sempre con tanto affetto.

Nel ’63, a 28 anni, compra un terreno a Roe Alte con l’intenzione di costruirsi la casa e un negozio al piano terra: sarà un negozio di abbigliamento, calzature e arredo casa, che apre il giorno della Vigilia di Natale del ’65 e che resterà aperto fino al 2002.Il resto della storia la conoscono in tanti a Sedico, dato che, grazie alla sua passione di conoscere nuove persone, si è fatto voler bene da tanti in paese e nei dintorni.

Piero ha avuto poi due figli, Stefano e Cristiano, e in seguito vari nipoti e un bisnipote che gli vogliono tantissimo bene, felici di celebrare i suoi novant’anni.A distinguere Piero è il suo grande spirito di avventura e intraprendenza, dettato sì dall’esigenza, ma anche dalla sua voglia di conoscere il mondo al di fuori di Belluno.

Piero è ancora oggi sempre attivo, infatti, anche alla sua età, è inarrestabile, tra passeggiate, orto e pellegrinaggi (anche a molti chilometri di distanza!) ed è sempre pronto a far festa con la sua famiglia.

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