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CAMBIARE IL VOLTO DEI NOSTRI PAESI

attraverso la cittadinanza attiva

CAMBIARE IL VOLTO DEI NOSTRI PAESI

attraverso la cittadinanza attiva

L’argomento riguardante i cittadini che si attivano e si spendono per ripristinare o valorizzare angoli del proprio paese non è una novità per “il Veses”: basti pensare ad esempio al recupero del lavatoio e della fontana di Gena (vicino al lago del Mis) che la scorsa estate sono tornati a splendere in mezzo al bosco creando un angolo quasi fiabesco grazie alla collaborazione tra l’associazione stessa, gli abitanti della frazione, l’ente Parco, il Comune di Sospirolo.

Poiché a mio avviso il tema della cittadinanza attiva è molto importante ho pensato, insieme alla redazione, di portare l’esempio di cosa sta significando per il quartiere di Borgo Piave, cioè quello che durante la Serenissima è stato il porto fluviale della città di Belluno. Da diverso tempo vedevo che nel nostro quartiere vi erano varie piccole manutenzioni riguardanti i beni pubblici che avevano bisogno di essere risolte ma, come si sente spesso, l’ente pubblico ha risorse umane ed economiche ridotte e quindi tende a “dimenticarsi” di interventi poco rilevanti concentrandosi invece su quelli urgenti.

Oltre le lamentele
Cosa fare dunque? Continuare solo a lamentarsi che sulle scalette in estate spesso c’è l’erba alta, che le fontane andrebbero pulite, che le aiuole e le fioriere non ospitano da anni fiori freschi? Purtroppo la semplice constatazione del problema non porta alla sua risoluzione e perciò ho cominciato a sondare il terreno per capire se fossi l’unico ad accorgersi di quante potenzialità abbia il nostro borgo e di quanto poco ci voglia a renderlo più accogliente o se invece ci fosse la volontà di altri abitanti di attivarsi per risolvere insieme queste piccole stonature nella bellezza del nostro quartiere.

L’esempio di Borgo Piave
E così è stato: da ottobre 2020 abbiamo fondato Borgo Piave ETC aps, un’associazione che ha come obiettivi promuovere e valorizzare il borgo attraverso eventi, visite guidate e proposte culturali. Il tutto ovviamente contornato dall’ordinaria manutenzione dei luoghi sopra citati. In circa un anno e mezzo di attività abbiamo affiancato ad eventi quali mostre (fotografiche o di illustrazioni), concerti, visite guidate, allestimenti natalizi o pasquali, il normale mantenimento in ordine delle due grandi fontane del borgo: quella del Segusini, che abbiamo ripulita dall’incrostazione dell’inquinamento che da anni la ingrigiva, e quella del complesso San Nicolò, che ogni primavera viene svuotata e pulita col getto.
Abbiamo dato decoro ad una fioriera pubblica che prima era letteralmente nascosta da un informe cespuglio, che vi cresceva all’interno, e alle aiuole del Pontet, che da diversi anni erano solo una distesa d’erba e una latrina per cani (quest’ultima cosa purtroppo lo sono ancora grazie ad alcuni cittadini che evidentemente si attivano per la propria città in altro modo). Inoltre ci siamo preoccupati di rimuovere l’erba che cresce ai bordi della strada lungo l’asse del percorso turistico viola di Adorable Belluno e questo nostro esempio ha spinto altri cittadini a fare lo stesso ed aggiungersi al gruppo.

Effetto “contagio”
Di fatto questo spirito di iniziativa sta diventando “contagioso”, passatemi il termine, perché anche altri cittadini ora si preoccupano di pulire le scale pubbliche davanti alla loro abitazione e di abbellire i loro davanzali con i fiori. L’aver organizzato diverse puntate di visite guidate durante la bella stagione con la guida turistica Marta Azzalini e Veneto Segreto ha inoltre portato nel borgo quasi 200 persone che gli abitanti hanno visto con sorpresa, rendendosi finalmente conto delle potenzialità e della storia di Borgo Piave ed oggi sono di più quelli che dicono orgogliosamente di abitare “a Piave”.
Insomma tutto questo mi fa dire ancora di più che rendersi protagonisti e cittadini attivi della propria città paga e, almeno nel nostro caso, stiamo addirittura ricevendo buone recensioni dagli affezionati camminatori della zona. Questi ci hanno detto che da un anno a questa parte il borgo sta cambiando aspetto in positivo e questa è un’ulteriore molla che ci spinge a continuare a spenderci per la nostra chicca sull’acqua.

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