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C.E.R. Certo che ci credo!

A S. Gregorio si parla di Comunità energetica rinnovabile

C.E.R. Certo che ci credo!

A S. Gregorio si parla di Comunità energetica rinnovabile

La distanza che separa una comunità dal divenire energetica non è poca, se poi ci spingiamo a prevederla anche rinnovabile, allora la cosa più che impossibile diventa… più che interessante. Se ne è largamente discusso giovedì 24 novembre a San Gregorio nelle Alpi, con un gruppo eterogeno di persone – non meno di cinque e non più di dieci (Enrico, Elia, Alessio, Michele, Francesco, Oscar) – e con Mauro Moretto, relatore della serata, ospiti dell’Amministrazione comunale che tanto attenta è al problema ambientale ed energetico.

Estrazioni differenti per i fautori della riuscita iniziativa, professioni ed esperienze di vita diverse le loro, certamente accomunati però da un unico pensiero, divenire Comunità Energetica Rinnovabile, il cui acronimo suona come C.E.R. Hanno voluto discutere con i cittadini di San Gregorio nelle Alpi e con tante altre persone che hanno risposto alla chiamata per un’occasione fatta non solo di numeri ma soprattutto di responsabilità, di progettualità di condivisione e crescita. Prospettive per un nuovo progetto di idee che possa non solo far tornare i conti di bollette energetiche sempre più care e a volte insostenibili, ma solleticare le coscienze perché, solo ragionando in maniera comunitaria, solidale e responsabile, sarà possibile superare il concetto ormai esausto “di consumo d’energia” che finora abbiamo adottato.

Non più una visione verticale dove il produttore di energia vende agli utenti senza che vi sia neppure un minimo di contrattazione. Con il nuovo modello C.E.R. gli stessi utenti diventano produttori e possono vendere o comprare energia in base alla propria richiesta di un preciso momento, da altri utenti che fanno parte della stessa comunità energetica rinnovabile. A questo punto è facile capire che il salto qualitativo investe non solo il portafoglio degli utenti partecipanti alla comunità (comunque non trascurabile), ma implica dei ragionamenti più significativi e profondi rispetto al crudo calcolo economico.

Essere comunità, ed ancor più energetica, pone i partecipanti al medesimo livello perché ognuno riveste la caratteristica di consumatore e anche di produttore. Il fine ultimo non è il guadagno come avviene adesso per i pochi produttori di energia, il vero salto qualitativo è la certezza di produrre energia rinnovabile e a zero impatto ambientale. Una responsabile presa di coscienza di un “modello orizzontale” dove la produzione, la distribuzione ed il consumo divengono un modello di consumo energetico che porta ad un nuovo stile di vita comunitario, solidale ed ecologico. Non stiamo inventando nulla, il Sole è sempre esistito e da sempre ha inondato la Terra di calore e luce; la saggezza dei nostri vecchi ci ha sempre insegnato che tante mani che lavorano assieme raggiungono risultati a volte insperati. A noi divoratori di energia l’intelligenza di capire il miglior metodo per produrla, commercializzarla ed eticamente usarla. Sarà la scommessa del domani per il futuro dei nostri figli e nipoti, ma deve essere per noi adulti la presa di coscienza di oggi, senza attendere un attimo in più perché le decisioni odierne ci permetteranno o meno di vivere il domani.

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