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Buzzati e i suoi miracoli

rivivono in digitale 50 anni dopo

Buzzati e i suoi miracoli

rivivono in digitale 50 anni dopo

I sogni, le paure, l’infanzia di Dino Buzzati nella sua casa di San Pellegrino a Belluno, fino a quando questo bambino, un giorno, scopre nella biblioteca del padre un misterioso quadernetto che lo ispirerà per “I Miracoli di Valmorel”. Sono questi i contenuti del cortometraggio del 1995 del regista Roberto Bristot, che ritorna oggi nel 50^ dalla prima pubblicazione dell’omonimo libro di Dino Buzzati, ma finalmente in versione digitale e con contenuti speciali e inediti, come l’intervista alla sorella Nina Buzzati Traverso e alla figlia Lalla. Un breve racconto, visionario e intimista, che si muove tra sogno e fantasia, mistero e cultura popolare, realtà e immaginazione, nei veri e affascinanti luoghi della Valbelluna dove lo scrittore trascorse la sua infanzia.

Un film nato 20 anni fa, ma ancora con la vecchia tecnologia in analogico su nastro magnetico. Un formato deteriorabile e ormai passato, che oggi vede nuova vita e può tornare a essere valorizzato grazie al digitale. «È stato un lavoro di recupero per tramandare a chi vorrà il senso del mistero del mondo buzzatiano, che Roberto ha impresso quando il mondo nemmeno sapeva cos’era il digitale» spiega Paolo Tormen del Comitato Frazionale Valmorel, Navenze, Laste, Cros, «ma al di là di ciò, per noi significa dare forma alle emozioni del cammino di Buzzati dalla villa, a Valmorel». Un gruppo di amici che ha creduto nella promozione dell’arte e della cultura locali, non sono attraverso l’arte letteraria, ma anche attraverso un film. Si tratta, insieme al regista, di Paolo Tormen, Edi Fontana e Sergio Venturin. «È importante perché con il 2022 si entra nell’anno buzzatiano, a 50 anni dalla morte dell’autore» continua Paolo, «e questo dvd è un piccolo ingrediente dentro a quel mondo a noi tanto caro che, attraverso un film prodotto da un regista locale, ha tuttora, a distanza di 20 anni, la capacità di metterci di fronte alle bellezze del nostro territorio e al valore dei nostri artisti».

Il regista
Regista indipendente e grafico, Bristot ama tutto ciò che riguarda l’immagine. È referente del Laboratorio Inquadrati del Csv Belluno Treviso per la visibilità del sociale e ha insegnato nelle scuole. Affascinato dal potere dell’immaginazione, ascolta più con gli occhi che con le orecchie. La curiosità di Roberto per la figura di Buzzati nasce durante l’infanzia, quando trova il libro nella biblioteca di suo padre. Una storia che lo incuriosì per i risvolti fantastici e i disegni misteriosi, i famosi ex voto. Ma soprattutto, lo colpì ritrovare elementi del racconto nella sua realtà quotidiana, come la casa di Bepi Sommacal, che era proprio quella del libro. «Giravo per il comune, in cerca dei luoghi del racconto, e trovavo riscontro nelle persone che mi davano indicazioni per ritrovare la casa piuttosto che il capitello» ricorda il regista. «Da adulto, ho potuto dare un’interpretazione a tutto ciò attraverso questo cortometraggio, partendo proprio dall’infanzia di Buzzati».

Il film
Un bambino con la paura del buio e la sua immaginazione. Si parte da lì. «Ho intervistato la sorella per sapere com’era lui durante l’infanzia» afferma Roberto. «Il film si basa su testimonianze ed episodi realmente accaduti ed è completamente girato nei luoghi veri, che oggi sono stati riammodernati e non sono più così, quindi c’è anche un forte valore storico». Un film la cui produzione ha richiesto inventiva e collaborazione tra la comunità locale. I mezzi erano pochi e i costi alti. Dall’utilizzo dei mezzi del Comune per le riprese in movimento, fino al coinvolgimento degli anziani della casa di riposo di Limana per la rappresentazione dei contadini del Novecento. Naturalmente, il limite tra realtà e finzione dei fatti, dei personaggi e dei luoghi narrati è indefinito. Come lo sono sogno, fantasia e mistero dell’infanzia perduta di ogni uomo.

È possibile acquistare il dvd in biblioteca a Limana, nella libreria Tarantola di Belluno, in Villa Buzzati o negli uffici turistici di Borgo Valbelluna, Sedico, Feltre, oltre che scrivendo sulla pagina Facebook di Valmorel.

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