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Buon Anno Olimpiadi

“O” di Olimpiade, Opportunità, Ottimismo

Buon Anno Olimpiadi

“O” di Olimpiade, Opportunità, Ottimismo

Buon anno provincia di Belluno. Alle Olimpiadi 2026 mancano, dal 1° di gennaio di quest’anno, 768 giorni. Pochi? Tanti? Entrambi gli aggettivi, a seconda del punto di vista. Tanti per chi come noi non vedono l’ora di poter essere protagonisti, assieme a tutta la nostra provincia, di un evento planetario atteso da 70 anni dopo la grande edizione del 1956, che lanciò nel mondo la notorietà per Cortina d’Ampezzo. Pochi per coloro che debbono ancora decidere se guardare all’evento Olimpiadi con favore oppure no. Questo aspetto lo lasciamo a “loro”, quelli della stanza dei bottoni, spesso sonnolenti o incredibilmente sprovveduti e impreparati per il ruolo che rivestono. Ma andiamo con ordine.

EVENTO UNICO
L’assegnazione delle Olimpiadi al nostro Paese in condominio con Milano (la Lombardia), parte del Trentino-Alto Adige e Verona è un plus per l’Italia come Nazione e paese sportivo. Il fatto di essere gestite da più territori è un vantaggio per tutti: da soli non si fa più nulla e si conta meno di niente, in questo caso l’adagio “l’unione fa la forza” è il mantra che ci deve contraddistinguere. È un evento Unico. Allora, nel 1956, fu il motivo del lancio di una cittadina sperduta in mezzo alle montagne che divenne l’icona delle montagne più belle del mondo, la “Regina delle Dolomiti”. Ancora oggi è l’indiscussa star delle località di montagna, non solo europee, ma a livello mondiale. Questo significa ospitare una Olimpiade!

NESSUNA DOGLIANZA, ADDIO “CIPELO, CIAPELO”
Il successo di questo evento è nelle nostre mani. Mai come in questa occasione dobbiamo fare un salto di qualità culturale importante, lasciando alle spalle gli stereotipi che ci fanno rosicare rispetto ai Trentini vicini di casa, o le invidie tra le nostre vallate o territori che non ci hanno permesso di guardare oltre il nostro naso, evitando di fare squadra quando ce n’era bisogno. Non si facciano discorsi infruttuosi: «Sì, ma in Trentino ci sono tante gare e da noi poche», oppure «la pista di bob sì e la pista di bob no». Si usi invece il tempo per migliorare noi stessi, nell’accoglienza, nell’essere ospitali, nell’imparare le lingue, nell’approfondire la conoscenza dei nostri piatti tipici o semplicemente per imparare il nome delle nostre montagne, visto che spesso, alla domanda di un turista, rispondiamo: «Boh, utu che sapie che, mi».

Negli anni Ottanta il mitico duo de “I Belumat” aveva ironicamente descritto una situazione tragicomica del “bellunese inerme e soccombente”, capace solo di raccogliere sconfitte, quasi un’incarnazione locale della saga “fantozziana”. Chi di noi non ha riso ascoltando “Cipelo-Ciapelo”?
I motivi degli allora presunti insuccessi elencati nella canzonetta, come l’energia prodotta per altri, la Piave in secca captata delle sue acque, il latte, il fieno, la Marmolada, l’Autonomia (tema ancora in piena “bagarre”) sono stati per la maggior parte superati e sovvertiti dalla raggiunta solidità economica, la piena occupazione, l’ambiente mantenuto tutto sommato integro, segno che “il bellunese NO se cont pì drìo le fiese par no vardar, parché no l’è an tipo da sbarufar”.

O COME OLIMPIADE, O COME OPPORTUNITÀ,
O COME OTTIMISMO
Oggi abbiamo la consapevolezza che quello, che nella canzone era deriso come “la cuccagna della vista in montagna o dell’aria pì fina che no lo rovina”, ora è un punto di forza incredibile. L’ambiente che ci circonda è rimasto tutto sommato integro, non antropizzato e devastato come quello della pianura, terra di soli “capannoni” e cemento; i nostri borghi, se pur da rivitalizzare con iniziative sia sociali che economiche, sono rimasti quelli, belli, caratteristici. Le Dolomiti, per il 70 per cento in terra bellunese, sono Patrimonio dell’Umanità e questo “Heritage” sta chiamando turisti da tutto il mondo. Il turismo cosiddetto “slow” è sempre più il modello di vacanza cercato dalla gente e il Bellunese è il luogo perfetto per ospitare tutto questo. Nulla da temere! “La vista in montagna e l’aria pì fina” sono un patrimonio che non ci può essere portato via da nessuno, né dai cinesi, ne dagli americani; chi lo ricerca deve venire qua da noi.

Quindi, rimbocchiamoci le maniche, alimentiamoci di “O” come Ottimismo, lavoriamo tutti assieme ad un unico scopo: l’Olimpiade 2026 è una grande “O” di Opportunità per noi, per il futuro della nostra provincia, per i nostri figli. Bellunese: al lavoro, ma con la “O”!

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