Con l’arrivo della primavera e della bella stagione si spazza via il vecchio, lo si brucia letteralmente e, allo stesso tempo, lo si ringrazia e lo si festeggia. Lo spirito che accompagna “Brusa la Vecia” è proprio questo: un rito ancestrale tra vecchio e nuovo, sospeso tra sacro e goliardia, che da generazioni accompagna il passaggio dall’inverno alla primavera. Una tradizione profondamente radicata nel territorio bellunese che a Trichiana trova spazio ogni anno grazie al meticoloso lavoro organizzativo della Pro loco di Trichiana.
Nonostante la pioggia dello scorso 21 marzo, anche l’edizione 2026 ha confermato tutta la sua forza. La serata ha richiamato al Parco Lotto un pubblico numeroso e partecipe, composto da giovani, famiglie e contradaioli, decretando il successo di una manifestazione capace di rinnovarsi senza perdere il suo significato più autentico. A condurre la serata è stato l’attore bellunese Alberto Fornasati, che con ironia e ritmo ha accompagnato il pubblico tra le diverse rappresentazioni.
Quattro, come da tradizione, i gruppi protagonisti della serata – Trichiana, Frontin, Sant’Antonio Tortal e Morgan – ciascuno con una performance di circa mezz’ora valutata da una giuria che ha considerato coreografia, lettura del testamento in dialetto, esposizione e il momento finale del rogo della vecia.
Scenografie e temi dei gruppi
Grande fantasia nelle scenografie. Il gruppo di Trichiana ha presentato una vecia giovane inserita all’interno di un grande carillon rotante, una struttura scenica di forte impatto visivo che gli è valsa il punto di merito per il meccanismo più ingegnoso. Il gruppo di Frontin ha portato in piazza una vecia brasiliana con la valigia in mano, accompagnata da due colorati pappagalli. Una rappresentazione vivace, arricchita da coreografie ispirate al samba e da un racconto dedicato al tema dell’emigrazione bellunese: proprio due anni fa, nel 2024, si sono celebrati i 150 anni dall’inizio dell’emigrazione italiana in Brasile, un processo storico iniziato nel febbraio 1874 con l’arrivo della nave Sofia a Vitória. A loro è andato il punto di merito per i temi affrontati e la coreografia, veramente scenografica e ricca di figure.
Originale la proposta del gruppo di Sant’Antonio Tortal, con una vecia tecnologica arrivata in piazza su un drone costruito in cartone e cartapesta. Il gruppo si è distinto soprattutto per il testamento, capace di riflettere con ironia sul sempreverde rapporto tra tradizione e cambiamento, e le sue sfumature di sfida.
Il gruppo di Morgan vince il Palio
Particolare anche la scelta del gruppo di Morgan, che ha dedicato la propria vecia a Marilyn Monroe, con il celebre vestito che si alza come nell’iconica scena dell’attrice, quasi a strappare un sorriso al pubblico e a prendere in giro, con ironia, sia gli altri gruppi sia gli spettatori accorsi alla festa. A Morgan è andato anche il punto di merito per il rogo, particolarmente scenografico.
A conquistare il Palio di Brusa la Vecia 2026 è stato proprio il gruppo di Morgan, premiato ancor più in particolare per aver saputo interpretare con ironia e una beffarda irriverenza l’anima più autentica della tradizione. Una vittoria che ha chiuso una serata fatta di creatività e messa in gioco di un instancabile lavoro volontario, ricordando ancora una volta come, attorno al fuoco della vecia, non si bruci soltanto l’anno passato, ma piuttosto si rinnova il bel legame di una comunità con le proprie radici che non hanno limiti, se non quelli della fantasia!
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