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Brusa la vecia 2023 a Trichiana

il centro del paese vince la sfida agguerrita

Brusa la vecia 2023 a Trichiana

il centro del paese vince la sfida agguerrita

Trichiana centro torna a trionfare, dopo ben tredici anni, alla sfida del “Brusa la vecia” proposta dalla Pro loco di Trichiana sabato 18 marzo e ritornata dopo la pausa forzata dalla pandemia. Il lavoro del gruppo vincitore ha colpito la giuria grazie alla “vecia” Gustava, in arte Marilina Monrot, e al mesaggio del suo bel testamento. Lo scarto è stato davvero di pochissimi punti con gli altri concorrenti delle frazioni di Morgan, Sant’Antonio Tortal e Carfagnoi, tutti agguerriti nella sfida che vedeva, quali metri di giudizio, la realizzazione del fantoccio, lo scritto del testamento, la coreografia e la tipologia del rogo.

Al di là della classifica, si può davvero affermare che a vincere è stato il calore del volontariato, di tutte le frazioni partecipanti, degli organizzatori, di chi ha lavorato anche dietro le quinte per allestire questo spettacolo, durato oltre tre ore e condotto da Donatella Boldo di fronte a una piazza occupata dai tanti spettatori. Si è assistito al rogo di ben quattro vecchiette con rispettivi testamenti, e anche coreografie e costumi degli spettacoli collaterali sono stati brillanti a riprova dell’impegno preparatorio dei mesi precedenti.

La giuria di ben dieci “nomi noti” ha avuto il suo bel da fare: c’erano il sindaco di Borgo Valbelluna Stefano Cesa, il presidente di giuria Edoardo Comiotto e poi Mario e Bruno, Micaela Bordignon, Mirko Mezzacasa, Enrica Tonet, Marco Crepaz, Nicola Maccagnan e anche Federico Brancaleone, cha ha rappresentato il nostro mensile.

La sfida
È in particolare il messaggio di pace universale lanciato dal testamento del gruppo di Trichiana ad aver convinto la giuria: un invito ad abbandonare pregiudizi e stereotipi, a dimenticarsi le malelingue delle quali – lo si sa – la vecia una volta l’anno si fa degna rappresentante. Questa in sintesi la storia narrata nel bel testamento: due turiste milanesi entrano nel bar trichianese gestito dalla “vecia” Gustava. Dopo un po’ di difficoltà nell’interpretare le due parlate, quella di Milano e quella locale, Gustava rivela di essere stata, da giovane, una celebrità e di aver conosciuto tipi davvero singolari: si inizia così a parlare di matrimoni di convenienza, di fidanzamento tra donne del posto e mariti di colore, della vita di un giovane gay in paese, addirittura della malattia mentale, il tutto “condito” dalle chiacchiere di paese e in chiave umoristica. Nella scenografia non sono mancate bandiere della pace e riferimenti al ’68 e ai figli dei fiori, così come le punzecchiate ai concorrenti locali. Ma poi il messaggio finale: “Penseè mì de eser diversa, ma alora golarie che cenese la lengua entro te la scarsela de la traversa”, confessa Gustava . “Ho avest an po’ tuti da sparlar, inveze a sto mondo, tuti i pregudizi sarie da brusar!”. E infatti è andata al rogo anche la bionda Marilina, perfettamente costruita in posa dietro al suo bancone con tanto di spine della birra e bar allestito nei dettagli. Eccellenti anche gli altri partecipanti: Morgan ha scelto la Gina, la “vecia” cannone in una posa davvero insolita e con un testamento mordace improntato al locale. Le fiamme non hanno risparmiato nemmeno la devota Speranza di Sant’Antonio Tortal, col rosario in mano, in un impegnato testamento con confronti tra passato e presente ma con un bel messaggio di fiducia nei giovani. Infine, la divertente goliardia di Carfagnoi con la Liza, una vera vip, bruciata sull’altare perfino col suo uomo.

Le vetrine infuocate
Premiate anche le vetrine infuocate: ben 18 gli esercenti partecipanti che hanno addobbato a tema la propria vetrina. Ha trionfato quella della coop La Fiorita, che ha preparato una “vecia” attenta a mescolare la polenta; secondo posto per Tess con la “vecia” ricamatrice e le presine dedicate alle frazioni; terzo posto per la “vecia fashion” di Salone Vanità. Tante le associazioni che, in tutta la provincia, si sono prodigate per riprendere questa bella tradizione: impossibile menzionarle tutte, ma ai promotori va reso merito.

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