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Bretzel Lab

L’arte della realizzazione di un pane speciale

Bretzel Lab

L’arte della realizzazione di un pane speciale

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utti possiamo improvvisarci cuochi, ma, se guidati dall’esperienza e dalle mani sapienti di professionisti, tutto diventa più interessante. È quello che è successo domenica 16 luglio presso il parco della Birreria Pedavena, in occasione della Festa dell’orzo, con “Bretzel Lab”, un laboratorio interattivo per imparare passo dopo passo la preparazione dei bretzel (o pretzel).

L’iniziativa è stata il frutto della collaborazione tra un gruppo di volontari dell’organizzazione della Festa dell’orzo, Birreria Pedavena, Gruppo Castello, l’associazione culturale Veses, la Confraternita del formaggio Piave Dop e l’Istituto agrario “Della Lucia”, che da quasi 20 anni si occupa del recupero delle vecchie varietà di orzo locali.

Il laboratorio ha previsto una breve spiegazione degli ingredienti da parte di Stefano Sanson, una parte manuale di preparazione vera e propria dei bretzel con Renata Bugana e la loro successiva degustazione, accompagnata da birra della Festa dell’Orzo e formaggio Piave Dop con Maria Pia Gesiot, Fabio Bona, Daniele Peloso e Gino Triches, supportati da altrettanti volontari che hanno permesso la realizzazione dell’evento.

Ma perché proprio i bretzel sono stati i protagonisti del laboratorio? La risposta è molto semplice: i bretzel hanno saputo esaltare la semplicità degli ingredienti locali, tra cui la farina di grano tenero, la farina d’orzo, l’acqua, il burro, il lievito e la birra. Inoltre, perché sono un pane speciale tradizionale e beneaugurante, diffuso in tutto il centro Europa, che si sposa in maniera perfetta con la birra, motivo per cui non potevano assolutamente mancare durante la Festa dell’orzo.

Intorno ai bretzel si sono sviluppate molte storie; le più accreditate datano la loro origine intorno al VII secolo nella Francia del Sud e nell’Italia settentrionale, anche se la loro diffusione si è poi estesa in molte più parti d’Europa e del mondo. Particolare interessante è la presenza oggigiorno dei bretzel anche in America, portati un tempo come scorta per il viaggio dai frati che si spostavano nel Nuovo Continente. Curiosa anche un’interpretazione della forma dei bretzel da parte di un fornaio dell’Abbazia di San Gallo, il quale li avrebbe paragonati alle braccia incrociate dei monaci che pazientemente aspettavano la preparazione della birra.

Molto l’entusiasmo dei partecipanti, concentrati nel carpire preziosi consigli di preparazione e particolari sconosciuti sui bretzel, così come la soddisfazione degli organizzatori nel vedere la ripresa della Festa, appuntamento imperdibile non solo per i residenti, ma anche per molti ospiti provenienti da fuori provincia, dopo gli ultimi anni di stop forzato a causa della pandemia. 

Nel weekend molte altre iniziative si sono susseguite all’interno del parco, tra cui concerti, manifestazioni sportive, esposizioni agricole e cortei fino a culminare nell’apertura della prima botte, ormai diventata momento cardine della Festa.

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