Il toponimo deriva dal cognome latino Bulla, con l’aggiunta di acum, a indicare il possessore dei terreni.
La nuova chiesa parrocchiale di Libàno
Pur avendo conservato nella denominazione il riferimento alla precedente, si trova però a Bolago. La nuova chiesa fu edificata dal 1899 al 1901 e fu consacrata dal vescovo di Belluno Cherubin il 16 luglio 1901. Era parroco di Libàno don Luigi Festini che molto si prestò per tale opera, progettata addirittura dall’ingegner Saccardo, all’epoca responsabile della Basilica di San Marco a Venezia. Fu la Certosa di Vedana, con tanta generosità, a finanziare un così grande e costoso edificio: artefice principale ne fu il priore, padre Cipriano Boutrais, che però morì prima di vederlo ultimato. I parrocchiani concorsero nel lavoro ammucchiando sassi, portando sabbia e materiale necessario; realizzarono il sagrato e acquistarono i nuovi banchi. Incitò la gente, a intraprendere la costruzione, padre Lorenzo Calzavara dei Carmelitani di Venezia, che era venuto a predicare una solenne missione a Libano nel 1892.
L’oratorio della B. V. Annunziata a Bolago
Detto dai locali dell’Ave Maria, fu realizzato agli inizi del 1800 da don Giuseppe Ceccati, parroco di Libàno dal 1805 al 1824, e da lui lasciato con testamento nel 1839. La cappella, in cui c’è una pala con l’Annunciazione donata dalla Certosa di Vedana, fino al 1901 fu adibita anche a battistero.
La scuola elementare
di Libàno
Nel 1921 l’Amministrazione Comunale di Sedico decise di costruire una scuola elementare nella zona di Libàno. A edificarla fu l’impresa Deon di Longano, che la ultimò il 22 aprile 1924. Nel 1933 il Comune di Sedico non aveva ancora finito di pagarne il conto. La scuola, pur essendo a Bolago, conserva tuttora la denominazione di Libàno. Fu intitolata allo scrittore e soldato Vittorio Locchi (morto in guerra nel 1917), autore del poemetto La sagra di Santa Gorizia in cui ricorda la presa della città.
La scuola materna di Bolago
Contigua alla scuola elementare di Libàno, iniziò a funzionare l’1 febbraio 1969 con una sola sezione, 1 maestra e 1 assistente. A settembre 1969 fu istituita una seconda sezione e alcuni anni dopo, ampliato l’edificio e cambiata la legge, le sezioni funzionanti furono tre con 6 insegnanti che si turnavano.
I mulini di Bolago
Erano due, situati lungo il torrente Sàlega. Uno era degli Artùs, mentre l’altro apparteneva ai Cugnach. Di entrambi (con ruote a cassetta) si hanno notizie già del 1500. Quello degli Artùs probabilmente cessò di funzionare antecedentemente allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, mentre l’altro smise la sua attività tra il 1927 e il 1930.
I fotografi Canzàn
Nel 1921 Domenico il capostipite (detto Nani Calvani) si trasferì con la famiglia a Bolago in una casa situata proprio di fronte alla nuova parrocchiale. Lì aveva, al pianterreno, lo studio fotografico e, nello scantinato, il laboratorio per lo sviluppo e la stampa delle foto.
In Pagàn
Questo toponimo, riferito al luogo dove inizia la strada per Somavàl, sta forse a indicare il cimitero dei non convertiti (i pagani) in contrapposizione a quello di sepoltura dei cristiani esterno alla chiesa dei Santi Faustino e Giovita?