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Bivacco Costacurta

vandalizzato l’operato dei volontari

Bivacco Costacurta

vandalizzato l’operato dei volontari

La Riserva Alpina di Caccia di Mel, presieduta da Fabio Ferighetto, conta 111 soci, di cui una trentina attivi nella tutela e manutenzione del territorio. Tra le azioni annualmente portate avanti dal gruppo, quattro sfalci – di cui uno completo – delle aree dedicate a passeggiate ed escursioni, e la manutenzione dei sentieri che si snodano nell’area sopra il paese di Mel. Incamminandosi in questi percorsi è possibile imbattersi in diverse strutture storiche, tra le quali tre in particolare sono curate sempre dalla Riserva Alpina locale: il Bivacco Costacurta, il Bivacco Salvedella Nuova e il Bivacco Salvedella Vecia.

Nel mese di gennaio scorso, una di queste strutture è stata danneggiata da ignoti. Si tratta del Bivacco Costacurta, storicamente chiamato Casera Costacurta, sito in Val di Botte, tra Signa e Zelant, in Comune di Borgo Valbelluna: una costruzione sempre aperta agli escursionisti che desiderano trovare un po’ di ristoro, che mette a disposizione una stufa in ghisa e alcune reti dove bivaccare. O almeno, metteva a disposizione: infatti, la stufa in ghisa, un pezzo unico dal valore storico, è stata irreparabilmente vandalizzata, più precisamente è stata divelta e distrutta insieme ai tubi di raccordo con la canna fumaria.

«È un grave episodio quello avvenuto nei giorni scorsi» afferma l’assessore all’Ambiente del Comune di Borgo Valbelluna Simone Deola. «I volontari della Riserva Alpina si sono dati subito da fare per recuperare e sostituire la stufa e tutti i tubi che sono stati danneggiati con dei pezzi nuovi. Resta tuttavia lo sfregio per aver distrutto un bene comune e un pezzo che ha la sua storia.» In seguito all’episodio, l’Amministrazione Comunale, in accordo con la Riserva Alpina, ha formalizzato denuncia contro ignoti.

Questo genere di atti di vandalismo sembra essere in aumento in questo ultimo periodo. Si registrano infatti azioni simili nell’arco di pochi mesi anche su altre strutture, come il Bivacco Col dei Gai di Trichiana, il Bivacco Vallon Scur e il Bivacco dei Loff, sul versante trevigiano. Non sono mancati i danneggiamenti alla segnaletica installata lungo i sentieri comunali. Un sommarsi di danni a scapito di un patrimonio della collettività, ma anche un insulto nei confronti di tutti quei volontari che si impegnano a titolo gratuito per mantenere il territorio decoroso e fruibile per tutti, e che vedono i loro sforzi resi vani.

Come visitare il bivacco
Ma un modo per ridare valore al lavoro di questi volontari sicuramente c’è: visitando i bivacchi e ammirando il loro operato. In particolare, la Casera Costacurta si raggiunge parcheggiando l’auto in località Signa – tra Sant’Antonio di Tortal e il Passo San Boldo – e camminando sul sentiero per circa 50 minuti o partendo dal paese di Zelant con una percorrenza di circa 1 ora e 20 minuti. Si tratta di itinerari che si inerpicano tra affascinanti boschi, attraversano pascoli ben curati e offrono panorami stupendi sulla Valbelluna, che con le dovute attenzioni e un’attrezzatura adeguata posso essere affrontati anche nel periodo invernale se le condizioni meteo lo permettono.

Tra gli itinerari più apprezzati troviamo l’anello che parte dallo spiazzo di Zelant, sale fino a Cima Vallon Scur – dove è possibile ammirare la Valbelluna da un punto panoramico di particolare bellezza – e, passando per l’imponente struttura calcarea chiamata “Crodon del gevero” raggiunge il Bivacco dei Loff. Da qui, una discesa tra prati e boschi porta fino al Bivacco Costacurta.

Continuando a scendere verso il Passo San Boldo e la località Signa, è possibile tornare attraverso la Val de Bot verso Zelant e il parcheggio. Un altro possibile punto di partenza è proprio dalla frazione di Signa. Si tratta di un itinerario ad anello che risulta impegnativo da affrontare nella sua interezza, con un dislivello positivo di 950 metri e una durata di circa 4 ore e 30 minuti (itinerario tratto dal sito www.visitborgovalbelluna.it).

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