Il clima e i paesaggi della terra hanno attraversato trasformazioni significative nel corso dei millenni, condizionando la vita degli esseri umani. Oggi questi cambiamenti, però, avvengono in modo molto più rapido e intenso. Ne parliamo con Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, in questa intervista esclusiva.
L’impatto del cambiamento climatico sulle nostre vite
Il clima e i paesaggi hanno sempre subito mutamenti, ma la velocità attuale è senza precedenti. Mercalli sottolinea che le trasformazioni in corso condizionano profondamente la vita degli esseri umani, richiedendo una risposta immediata e collettiva.
Il ruolo del Parco Nazionale e del biodistretto Terre Bellunesi
È da poco nato il biodistretto Terre Bellunesi e dal 1990 è stato istituito il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi. Quale apporto possono dare queste istituzioni nel contrastare il cambiamento climatico? “Possono da un lato proteggere dal dilagante aumento delle infrastrutture edilizie, dall’altro diffondere cultura ambientale da cui discendono anche le buone pratiche per ridurre l’impatto del riscaldamento globale”, risponde Mercalli. Per esempio, incoraggiare il turismo leggero, promuovere il risanamento energetico degli edifici e il passaggio alle energie rinnovabili, favorire la riduzione dei rifiuti e il loro riciclo, valorizzare la produzione agricola locale, agevolare la mobilità sostenibile, con mezzi pubblici o elettrici.
Biodiversità: la rete della vita
Quanto importante è la biodiversità per l’equilibrio ambientale e climatico? “La biodiversità è la rete della vita che ci permette di esistere”, afferma l’esperto. Senza le altre specie animali e vegetali, non potremmo nutrirci, disporre di servizi ecosistemici come la depurazione delle acque, la degradazione dei rifiuti organici, la protezione geoidrologica, l’assorbimento di CO₂, ottenere materie prime, dal legname alle fibre tessili, farmaci, pigmenti. E poi, non sottovalutiamolo, la biodiversità è bellezza: se anche potessimo fare a meno dei suoi servizi materiali, come sarebbe la nostra vita in un deserto minerale come Marte o la Luna?
La montagna come rifugio: opportunità e sfide
Il cambiamento climatico, insieme ad altri fattori di ordine sociale ed economico, rende sempre più appetibile il trasferimento in zone montane. Come vede questo fenomeno? “Le temperature che aumentano in tutto il mondo rendono le nostre città sempre meno vivibili nel periodo estivo: il termometro supera facilmente i 40 gradi con umidità molto elevate, soprattutto in Pianura Padana, rendendo il lavoro faticoso e minacciando la salute delle fasce deboli, anziani, malati, bambini”, spiega. Da qui, vista la grande estensione delle montagne italiane, sempre molto vicine alle grandi città, la possibilità di trasferimento diventa un importante rifugio, anche per vivere e lavorare, grazie al telelavoro. La qualità della vita è alta, l’isolamento culturale grazie a Internet è superato e in questo modo si risolverebbe anche l’annoso problema dello spopolamento. L’importante è governare questa per ora lenta migrazione verticale: i comuni devono anticiparla, prevedendo servizi, favorendo l’offerta immobiliare, impedendo nuova cementificazione ma agevolando la ristrutturazione dell’esistente. Io stesso sono emigrato dalla pianura torinese ai 1650 metri di una piccola borgata dell’alta valle di Susa, ma ogni giorno lotto con la burocrazia e l’indifferenza di amministrazioni non preparate a questi cambiamenti, come ho raccontato in “Salire in montagna” (Einaudi).
Il ruolo del cittadino e della politica
Quale peso può avere il cittadino e quale la politica per contrastare il cambiamento climatico in atto? “Ognuno di noi può fare molto”, risponde Mercalli. “Bisogna avere il coraggio di fermarsi, di non copiare il modello pernicioso della pianura, dove ormai tutti i paesi sono uniti da una spaventosa corona di capannoni e fabbrichette e il tessuto agricolo è frammentato e compromesso per sempre”. Le azioni concrete non mancano: ridurre il consumo di beni superflui, dire no alla corsa agli armamenti, piantare alberi, preferire mezzi di trasporto sostenibili e ristrutturare l’esistente invece di cementificare nuovo.
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