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BIKE: Anello delle Prealpi

nel sud-ovest della Valbelluna

BIKE: Anello delle Prealpi

nel sud-ovest della Valbelluna

I simpatici nomi delle località che attraverseremo oggi mettono allegria anche solo ad essere nominati, sembra di aprire le pagine di un antico libro di fiabe. Anche il percorso che faremo si presterebbe ad ambientare storie di mercanti, spadaccini e monaci, e noi potremmo immaginarli perché il territorio nel tempo è stato mantenuto coerentemente integro nel tempo.

Saremo nel versante bellunese dello storico passo di San Boldo, tra dolci colline ricoperte di prati e boschetti, forre che intagliano le valli, fitti boschi delle vette prealpine, borgate e case rurali che punteggiano il territorio e numerose postazioni di vedetta verso la valle. Partiremo dalla bella piazza di Trichiana (già comune autonomo) e, salendo per poche centinaia di metri lungo la provinciale del passo san Boldo, prenderemo a sinistra la bella strada per Frontin. Raggiunto il borgo, potremo ammirare alla nostra sinistra la bella villa rurale Alpago Novello risalente al XVII secolo con la piccola chiesetta posta innanzi all’ingresso principale.

Svoltando a destra e lasciando la villa alle nostre spalle, il nostro itinerario comincia a risalire con più decisione le colline a mezzogiorno e, dopo un paio di km, raggiunge la bella piana di Noal. Continuando a salire lungo la strada con pendenza mai troppo impegnativa, dopo circa un km si raggiunge un incrocio dove innesta la strada che sale da Sant’Antonio Tortal.

Si prosegue a sinistra entrando nella Busa del Cadin con la pendenza che si addolcisce alquanto e, dopo un paio di km, si raggiunge la bella piana di Pranolz (poco sopra vi è l’omonimo rifugio-ristorante); svoltando ora a destra con dolcissima salita, si aggira il Col de Pera e si scende dall’altro versante con i suoi ameni pascoli panoramici sino a incrociare a sinistra il bivio per la frazione di Confos.

Lasciata la strada principale procederemo ora in discesa anche accentuata per la stretta stradina sino a raggiungere, nel fondovalle, la provinciale del passo San Boldo, che in questo punto scavalca il torrente che origina i conosciuti Brent de L’Art. Tutta la zona sinora attraversata è notevole per gli scorci panoramici e gli storici edifici rurali che punteggiano il territorio.

Finora abbiamo percorso stradine a basso se non bassissimo traffico, ora invece, con un po’ di attenzione, dovremo percorrere un breve tratto della strada provinciale fino a raggiungere le case di Campedei e poi dopo circa un km, svoltare a destra salendo alle case sparse di Signa poste su un bellissimo ripiano prativo con splendi panorami verso il fondovalle e le lontane Dolomiti. Questo tratto di strada che abbiamo ora innanzi va goduto con attenzione particolare, poiché poco o pochissimo frequentato e poco conosciuto anche dagli stessi bellunesi per la sua posizione defilata rispetto le tratte principali.

Continuiamo quindi la salita, oltre le ultime case, quando si fa più impegnativa, su fondo naturale, a tratti cementato, per inoltrarci per un buon tratto mai tanto impegnativo, nella boscosa Val di Botte. Raggiunto il culmine della valle la strada si sposta sull’altro versante per poi farci godere una divertente discesa (attenzione al ghiaino del fondo) e, dopo un paio di km, raggiunge l’incantevole conca prativa di Zelant con buon punto di ristoro presso il piccolo ristorante locale. Poco più avanti si abbandona la strada principale e, svoltando a destra prima in falsopiano e poi con discesa poco più accentuata su strada bianca, si scende al delizioso borgo rurale di Pellegai con la sua curiosa chiesetta distanziata dal suo campaniletto, isolato in cima a una piccola altura panoramica.

Dal centro del borghetto, tenendo la destra, si scende ora a Zottier, altro tipico borgo un tempo rurale, con le case disposte a schiera ai lati della strada. Tenendo la destra si scende ora al fondovalle e, superata sul cavalcavia la provinciale di sinistra Piave, si imbocca il percorso ciclabile (tabellato) che ci porta a Pialdier. Altro interessante borgo, un tempo esclusivamente rurale, con begli edifici con corte interna e la piccola, ma interessante, chiesetta di Santa Croce, che conserva al suo interno un pregiato affresco del XVI secolo di Paris Bordon. Prendendo ora a destra verso il sottopasso della strada provinciale (tabella itinerario ciclabile con rampa per biciclette dopo il sottopassaggio), si ritorna, con breve percorso, a Trichiana ove si conclude il nostro percorso. Avremo percorso 31 km con un dislivello positivo di 870m.

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