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Bike: Alpago (quasi) segreto

Bellezza, sport, divertimento e consapevolezza

Bike: Alpago (quasi) segreto

Bellezza, sport, divertimento e consapevolezza

In questo suo ultimo inserto Fiab Belluno, in occasione degli imminenti campionati nazionali ed internazionali di MTB che si terranno a giugno, proprio in Alpago, vuole dare un suo contributo volto alla scoperta di segmenti di territorio più intimi, meno conosciuti ma particolarmente ricchi di bellezze ambientali, paesaggistiche e naturali che rivelano l’alto grado di cura e passione che la gente del luogo ha per la propria terra nonostante l’impegno e i sacrifici che la natura stessa dei luoghi comporta.

È un percorso pensato per gravel o mountain bike, adatto a ciclisti preparati con un po’ di allenamento e con un buon grado di consapevolezza. Mai davvero pericoloso però con discese e svolte decise, spesso con presenza di ghiaino, che devono essere affrontate con attenzione. Si consiglia l’uso della traccia gpx in calce perché l’itinerario è alquanto articolato e risulta facile sbagliare.

Patiremo da Bastia (ampia possibilità di parcheggio) e saliremo al grazioso borgo di Sitran conosciuto per i suoi tipici porticati (per molti anni qui si è tenuta, a cura di noti artisti, la mostra “Portici Inattuali”). Dal centro del borgo, sulla nostra destra, una stradina scende ripida lungo il costone boscato riportandoci giù sulla piana con piccole e gradevoli stradine interne fino a Puos, uno degli importanti borghi del Comune di Alpago. Dobbiamo ora continuare per alcuni km lungo la provinciale sino al piccolo abitato di Cornei.
Da qui inizia una delle iconiche salite dell’Alpago, quella della romita Val Turcana. Impegnativa al punto giusto per soddisfare le aspettative dei ciclisti amanti dei ripidi, non è mai davvero eccessiva, ma decisamente molto bella e panoramica. Lungo il percorso attraverseremo i gruppetti di case sparse e rustici di Saviane, Bernadet e Facchin, testimonianza dell’impegno degli abitanti nel recupero delle vecchie abitazioni e stalle e la cura e pulizia dei prati su terreni particolarmente impegnativi e ripidi.

Avvicinandosi a Tambre, la pendenza si fa meno intensa e ci consente di godere del colpo d’occhio via via più ampio sull’intera conca alpagota. Giunti alle prime case del paese, all’incrocio della provinciale per Spert, sulla sinistra avremo modo di ammirare la splendida fontana scolpita in un monolito di pietra calcarea della cava Col delle Fratte di Tambre, da un importante artista locale, Barry Bona. Sulla vasca e sul muro soprastante sono rappresentate le attività che un tempo si svolgevano alla fonte.

Continueremo ora a sinistra lungo la provinciale, per un breve tratto, per prendere poi a destra la strada che sale a Sant’Anna sino a raggiungere la bella piana soprastante ove si trova anche un grazioso villaggio turistico. Continuiamo con moderata pendenza sugli ampi pascoli alle falde del monte Guslon e che costeggiano, sulla destra, la foresta del Cansiglio. La graziosa stradina, con il suo tipico parapetto-recinzione bestiame in legno, si inoltra fra i prati e raggiunge la casera Pian Grant, posta proprio alle falde del monte, il punto più elevato della nostra escursione, da godere appieno per l’ampio respiro della natura intorno.

Appena dietro la casera, sulla sinistra, si stacca una stradina silvo- pastorale, in discrete condizioni, che attraverso boschetti, pascoli e deliziosi rustici agricoli tipici ben restaurati. Una stradina ampia e davvero divertente, con qualche saliscendi e discese mozzafiato, ci condurrà in loc. Pianon. Attraversato il piccolo borgo, tenendo la destra, continueremo la nostra discesa prima in una incantevole faggeta, poi in bosco misto fino al delizioso fondovalle prativo ove scorre il piccolo torrente Borsoia.
La nostra decisamente piacevole discesa continuerà lungo la bella stradina asfaltata sin quasi allo sbocco sulla provinciale. Bisognerà fare però attenzione perché non dovremo lasciarci cullare dalla nostra discesa fino in fondo, ma dovremo prendere la destra, cambiare repentinamente rapporto mettendone uno molto agile, perché dovremo imboccare la mitica via San Daniele, un’altra delle stradine famose per il loro impegno in salita. In realtà la salita è abbastanza ripida ma non molto lunga.
Poche centinaia di metri ci condurranno infatti agli ampi prati di soprastanti. La vista ora farà rapidamente dimenticare lo sforzo della salita e riempirà il cuore di gioia perché potrà nuovamente spaziare sull’intera conca dell’Alpago ed anche più oltre sulle Prealpi e gran parte della Val Belluna. Salendo ora con pendenza moderata, raggiungeremo le case di Mont dove comincia la veloce e appagante discesa sino a Chies. Il borgo merita una sosta e una piccola divagazione fra i vicoli del paese. Importante la chiesa parrocchiale dalla imponente facciata.

Da Chies prenderemo la discesa verso Codenzano e, a sinistra, prenderemo la stradina che attraversato l’imponente ponte metallico a travata che conduce a Palughetto, ultima frazioncina del Comune di Chies. La discesa continuerà sin quasi alle prime case di Cornei. Volendo l’anello si potrebbe già chiudere a questo punto proseguendo diritti verso Puos, ma si consiglia invece di svoltare a destra attraversando il ponte sul torrente Borsoia e risalendo con moderata pendenza lungo la provinciale verso Lamosano, sino al bivio di Schiucaz.

Sulla sinistra la nostra strada ci condurrà ora, con un piccolo strappo, sulla bella piana di Garna, borgo che però non raggiungeremo perché ci dirigeremo, voltando un po’ prima a destra, verso la piana a Villa e poi a Torch prima di intraprendere la veloce discesa verso loc. Valzella e quindi a Puos. Giunti a Puos, prima di entrare in paese, attraversato un ponticello, ci divertiremo a fare un’ultima piccola salita per vedere il paese dall’alto, dalla collinetta sopra l’abitato e che con pendenza moderata si snoda lungo il costone sopra la piana di fondovalle e raggiungeremo la piana dolcemente ondulata che ci porta sino alle prime case di Tignes. Ora a sinistra si scende per la bella rotabile sino alla piana di Paludi e, imboccata sulla sinistra la pista ciclabile che scorre a fianco del canale Cellina, si potrà rientrare a Bastia.

Consiglio: si tratta di un giro godibile particolarmente in tarda primavera al rifiorire della natura ed in autunno per gustare i colori del foliage. Avremo percorso 46 km con un dislivello positivo di circa di 1.400 mt.

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Questo articolo sarà disponibile per la lettura online a partire da

31/05/2024

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