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Bettina e le Melusine

il viaggio dell'artista Scholl-Sabbatini

Bettina e le Melusine

il viaggio dell'artista Scholl-Sabbatini

Chi farà visita a Palazzo Crepadona a Belluno, sede della Biblioteca civica e centro culturale, appena riaperto dopo un importante lavoro di recupero, troverà, salendo la scalinata, anche una singolare scultura. È l’installazione “Le Melusine”, opera dell’artista lussemburghese Elisabeth Emma Scholl-Sabbatini, detta Bettina, scultrice, pittrice e ceramista.

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Bettina e le Melusine

LE MELUSINE
L’inaugurazione si è svolta l’11 dicembre scorso alla presenza dell’artista stessa. L’opera è frutto di un progetto artistico nato dalla collaborazione tra Soroptimist Club Belluno-Feltre e il Comune di Belluno. Le Melusine, creature mitologiche dal fascino etereo, appartengono, nella forma di fate-sirene, al mito fondatore del casato di Lussemburgo, che affonda le sue origini nel Medioevo, ma sono anche raffigurate e descritte, in questo caso come ninfe dei boschi e delle acque, dallo scrittore Dino Buzzati nel suo “Poema a fumetti” del 1969. Da qui l’idea creativa dell’artista School-Sabbatini che ha “dato forma” al legame tra le due città protagoniste della sua vita, omaggiando il Comune di Belluno già a fine 2022, durante una mostra dedicata allo scrittore quando ricorrevano i 50 anni dalla morte e i 40 anni del Soroptimist. Oggi, l’opera è stata collocata simbolicamente accanto ai libri di Buzzati, con l’auspicio, come ricordato dall’assessore bellunese alla cultura Raffaele Addamiano, che studenti e visitatori possano trovare ispirazione nella scultura per approfondire gli scritti dell’autore bellunese. Sono intervenuti alla cerimonia anche Maria Grazia Passuello per il Soroptimist e Maria Luisa Caldognetto, esperta dell’opera buzzatiana.

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Bettina e le Melusine

IL CURRICULUM DELL’ARTISTA
Dal 1963 al 1967, Bettina ha studiato scultura e ceramica all’Istituto d’arte di Sesto Fiorentino, e, come borsista alla Citè des Arts di Parigi, pittura e disegno all’Académie de la Grande Chaumière. Inoltre, ha perfezionato la sua formazione presso le cave di marmo di Pietrasanta. Vive a Holtz, Redange, dove lavora con bronzo, pietra e ceramica, e dipinge. Ha realizzato opere per spazi pubblici e per numerose chiese e cappelle, comprese quelle nelle località lussemburghesi di Bascharage, Bertrange, Dudelange, Lellig e Merl. Espone regolarmente in Lussemburgo ed è stata più volte invitata ad esporre in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Giappone, Senegal e Spagna. Molti progetti artistici sono stati ispirati anche dalle sue visite nel continente africano. Nel 2010 il Ruanda ha esposto sue opere alla Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2015 a Roma si è svolta la mostra personale “Melusine”, in occasione della presidenza lussemburghese del semestre UE.

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Bettina e le Melusine

I LEGAMI CON SOSPIROLO
Bettina è figlia di Aurelio Sabbatini (1909–1987) e di Agnese Brancaleone (1913-1971). La nonna (Emma Cappellari, madre di Aurelio) era sospirolese, come anche mamma Agnese (figlia di Giuseppe e Bettina Colle). Il padre, affermato scultore, fu artefice, a Belluno, della statua della Madonna donata nel 1972 dalla Famiglia Bellunese del Lussemburgo all’allora Vescovo Muccin – che si trova nel Duomo cittadino – e realizzò, tra l’altro, l’Assunzione e i due angeli per la facciata della chiesa di Gron di Sospirolo (1961).

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Bettina e le Melusine

Ricorda Bettina di quando, da piccola, veniva in vacanza, soprattutto d’estate, a Sospirolo, a partire dai 4 anni; nelle estati seguenti, più grandicella, era solita fare molte scorribande in bicicletta, nuotare nel Cordevole, fare giri sulla moto guidata da zio Bepi con annessa tappa all’osteria (e, qualche volta, un’ombra non veniva negata alla piccola Bettina!). Rammenta anche un inverno trascorso nella casa di Piz per far passare la bronchite: ha un bel ricordo di un San Nicolò in famiglia, ma impossibile dimenticare – racconta – quella casa gelida e la “monega” usata per scaldarsi.

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Bettina e le Melusine
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