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Belluno-Donna contro la violenza

un’associazione a supporto di chi subisce soprusi

Belluno-Donna contro la violenza

un’associazione a supporto di chi subisce soprusi
Belluno-Donna contro la violenza

L’Associazione Belluno-DONNA nasce nel 2003 per combattere, prevenire e superare la violenza di genere, creando consapevolezza e cambiando la cultura che discrimina il genere femminile. È gestita da donne, di cui 60 iscritte e una trentina operative. Le socie fondatrici sono 7, delle quali fa parte Anna Cubattoli, presidente in carica.

La storia dell’Associazione Belluno-Donna

È interessante conoscere la storia di Belluno-DONNA: intorno al ’97-‘98 Margherita De Marchi, medico di base, ha letto su una rivista scientifica le statistiche sulla violenza di genere in Italia. I dati erano sconfortanti: si è chiesta come mai non se ne fosse mai resa conto, nonostante la sua professione. Ha iniziato così a informarsi e ha ottenuto di somministrare un questionario anonimo alle pazienti dei medici di medicina generale del distretto nel quale operava. Le risposte sono state sorprendenti e l’hanno convinta a impegnarsi contro questo dramma, coinvolgendo un gruppo di donne che si sono formate nei più importanti centri antiviolenza del Paese.

L’apertura del Centro antiviolenza Belluno-Donna

È così che nel 2004 è stato aperto il Centro anti-violenza Belluno-DONNA con lo scopo di aiutare e sostenere le donne vittime di soprusi. Nel corso degli anni l’attività dell’Associazione si è sviluppata su vari piani impegnandosi a promuovere l’uguaglianza, la difesa dei diritti fondamentali delle donne e il riconoscimento del loro ruolo; sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema; sostenere le donne che subiscono discriminazioni, abusi e violenze e dare loro le informazioni utili affinché sia la donna a decidere quale percorso seguire per la propria vita. Come afferma Anna, l’associazione non deve dare consigli o indicare una soluzione, ma favorire nella donna vittima di violenza la capacità di prendere decisioni autonome, di perseguire obiettivi personali e di affrontare le difficoltà con forza e fiducia. L’autostima, la consapevolezza e l’autodeterminazione sono, infatti, le chiavi di accesso al controllo della propria vita.

Ogni anno donne di ogni strato sociale e di ogni età sono vittime di violenza fisica e/o psicologica da parte del partner. Sono soprattutto donne che spesso non hanno consapevolezza della loro situazione, in quanto la violenza non arriva da un estraneo, ma da una persona vicina affettivamente come un partner, un padre, un fratello. Sconcertanti sono i dati relativi al Bellunese che Anna mi fornisce: il 75% di donne che subiscono violenza sono italiane, l’83% degli autori di violenza sono uomini italiani, mentre il 96% di essi fanno parte del nucleo familiare o sono persone ben conosciute dalla donna. Altro dato significativo e allarmante: nel 2022 le donne che si sono rivolte al centro Anti-violenza per la prima volta sono 143.

Come arginare il fenomeno della violenza sulle donne?

Come arginare questo fenomeno derivato dal secolare potere del maschio e da un sistema sociale che vedeva gli uomini detenere il predominio in campo politico, sociale, economico e di controllo della proprietà privata? Si pensi che solo nel 1981 è stato abolito il delitto d’onore, nel 1975 è stata approvata la riforma del diritto di famiglia, solamente nel 1996 vengono abrogati degli articoli del codice Rocco, risalenti al periodo fascista, che definivano lo stupro delitto contro la moralità pubblica e il buon costume e non come delitto contro la persona.

Fortunatamente alcune importanti riforme sono state attuate, ma per l’acquisizione culturale la strada è ancora lunga! Una importante battaglia va fatta per la presa di coscienza sui temi relativi alla disparità di genere, sull’uso del linguaggio che riflette e influenza il nostro modo di pensare e di agire ed è il principale mezzo di espressione di pregiudizi, discriminazioni e stereotipi. Ma, come afferma Anna Cubattoli, l’obiettivo sarebbe quello che non ci fosse più bisogno di creare luoghi come i centri antiviolenza. La strada sembra ancora lunga ed impervia, ma l’impegno e la determinazione delle donne sono risaputi!

Per maggiori informazioni visita il sito ufficiale di Belluno Donna

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