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Bachi tra i banchi

La primaria di Villapiana al Cantiere del Baco

Bachi tra i banchi

La primaria di Villapiana al Cantiere del Baco

L’insegnamento delle scienze nelle scuole primarie implica la pianificazione e la preparazione di una progettazione adeguata per creare un curriculum efficace e pratico adatto a ciascuna scuola, a ciascuna realtà territoriale e a ciascun alunno. Serve coinvolgere i bambini in progetti interattivi, dare loro l’opportunità di esplorare concetti scientifici di base e metterli in relazione con il mondo. Nasce da questa modalità di approccio di insegnamento delle scienze la scelta delle insegnanti delle classi prima e seconda della scuola primaria di Villapiana di incubare e far sviluppare un certo numero di uova di baco da seta, provenienti da Esapolis, museo di zoologia di Padova.

Per mesi i bambini della classe prima hanno riscaldato, nutrito con foglie di gelso e pulito i bachi da seta, osservando da vicino le quattro mute, le cinque diverse fasi larvali, i bozzoli e infine le crisalidi al loro interno.

Sono stati coinvolti così, in modo naturale, anche i compagni delle altre classi che, curiosamente, hanno partecipato all’osservazione del ciclo vitale del baco e moltissime famiglie che si sono rese disponibili ad ospitare in casa i piccoli insetti per il fine settimana. Per i più grandi è stata l’occasione di conoscere, anche dal punto di vista storico, una pratica che ha un’origine molto antica nascendo in Cina nel VII millennio a.C. e che nei secoli d.C. è stata importata in Occidente.

Il progetto si è concluso martedì 6 giugno con l’intervento di Angelo Paganin, direttore del Cantiere della Provvidenza, il quale ha illustrato la pluriennale attività del Cantiere del Baco. Tale attività si svolge nei terreni e negli edifici di Villa Zuppani, nelle località di Triva e Pasa nel comune di Sedico e si occupa della gelsibachicoltura e in particolare della produzione di seme bachi.

I ragazzi hanno potuto scoprire i tantissimi utilizzi del bozzolo: non solo i prodotti legati al tessile e all’artigianato della seta, ma anche l’utilizzo delle proteine contenute nel bozzolo (la sericina e la fibroina) e dei principi attivi estratti dai rami e dalle foglie di gelso per realizzare prodotti nel campo della cosmesi, farmaceutica, biomedica ed integratori alimentari.

Dopo la dettagliata spiegazione dell’attività di gelsibachicoltura presente nel nostro territorio, l’esperto ha potuto procedere all’apertura di un bozzolo per estrarne la crisalide, pronta tra pochi giorni a diventare farfalla. Tutti i bambini hanno assistito alla spelaiatura, toccando con mano quella lanugine, costituita dai primi filamenti delle larve, che riveste uno dei tanti bozzoli che sono a scuola. Una grande emozione aver portato a compimento uno studio che si è concluso con successo.

L’apprendimento, si sa, è favorito dall’interesse, dal coinvolgimento emotivo, dal piacere della scoperta e ciò avviene se nella scuola si presta maggiore attenzione all’esperienza diretta. Meglio se poi si possono anche conoscere le attività che interessano il nostro territorio e che permettono di ampliare conoscenze storiche, geografiche, ambientali e sostenibili.

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