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Attenzione alle truffe

il gruppo “Catarse” di fianco agli anziani

Attenzione alle truffe

il gruppo “Catarse” di fianco agli anziani

Squilla il telefono, la signora Maria risponde prontamente pensando si tratti della consueta chiamata della figlia, che vive a Torino. Dall’altro capo del filo, invece, una voce maschile la fa subito precipitare nella disperazione.

Un uomo gentile, ma fermo la informa che suo nipote è stato coinvolto in un incidente stradale; qualcosa è andato storto con l’assicurazione e il ragazzo potrebbe trovarsi nei guai con la giustizia, si trova in caserma in attesa che qualcuno paghi la cauzione che gli consente di tornare in libertà. La nonna, presa dall’agitazione e dalla mancanza di tempo volutamente lasciata dai truffatori, non si consulta con altri familiari e non interpella le forze dell’ordine. Di fronte ad una richiesta di denaro o di beni di valore si mette completamente a disposizione e attende che qualcuno passi a ritirare ciò che le hanno richiesto. La persona che si presenta all’appuntamento è di bella presenza, elegante e gentile, nulla farebbe pensare ad un malintenzionato truffatore. Quando la signora Maria si accorge di essere stata truffata, è ormai tardi. Sono spariti tutti, soldi e gioielli, rimarrà solo l’amarezza per aver subito un comportamento così meschino.

Il colonnello Pigozzo Enrico, che il 5 febbraio 2022 ha assunto l’incarico di Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Belluno, ha descritto un raggiro fra i più frequenti durante l’incontro organizzato dal gruppo Catarse di Limana. Scopo dell’iniziativa è stato proprio quello di dare suggerimenti e consigli per non cadere nella trappola di malintenzionati che approfittano dei buoni sentimenti e della buona fede delle persone, in particolare fra le più anziane.

Innumerevoli sono le strategie adottate dai malviventi per carpire la fiducia e scalfire la naturale diffidenza delle loro vittime. Subdole e fantasiose, le tecniche adottate dai truffatori hanno schemi ricorrenti: conoscerli è il primo passo per difendersene.
Fra le più ricorrenti il colonnello Pigozzo racconta la visita di falsi funzionari Inps, Enel o altro o di falsi carabinieri che chiedono denaro. Ricorda che chiunque si presenti a casa deve qualificarsi in modo inequivocabile e, in ogni caso, assicura che non vengono mai chiesti denaro o preziosi, per nessun motivo. Spesso i truffatori vogliono entrare in casa e, dopo aver distratto il proprietario, si impossessano di soldi e preziosi.

Altra raccomandazione è quella di non dare mai i propri dati personali e di non firmare nulla che non si abbia richiesto. Le truffe possono essere perpetrate di persona, al telefono, per posta, in internet. Si può essere fermati, urtati, avvicinati per strada con le motivazioni più fantasiose. È capitato che una persona dai modi cortesi si sia avvicinato fingendosi un vecchio conoscente; durante la conversazione ha trovato delle scuse per un abbraccio ed è in quel momento che sono spariti documenti e portafoglio. Nota è anche la tecnica dell’urto mentre si beve una bibita o si mangia un gelato. Con la scusa di aiutare a ripulire i vestiti, il portafoglio viene sfilato dalla tasca.

In ogni caso è importante non esitare a chiamare il 112, il numero è gratis e dall’altro capo del filo c’è sempre qualcuno disponibile ad ascoltare e ad intervenire in caso di bisogno.

Il vero problema è rappresentato dalle mancate denunce alle forze dell’ordine: spesso si pensa che non valga la pena intraprendere una trafila burocratica se il danno economico è basso, ma soprattutto prevale la volontà di non far sapere quanto è accaduto per un senso di vergogna.

I Carabinieri, al contrario, invitano a segnalare anche i casi che sembrano sospetti, perché questo è l’unico modo per combattere il fenomeno e per evitare che altri cadano nello stesso tranello.

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